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Agricola

Scritta nel 98 è un’opera monografica dedicata al suocero Giulio Agricola morto avvelenato nel 93. Si tratta di un’opera politica e biografica oltre che di una laudatio funebris:

1.Politica = Agricola diviene l’esempio dell’integerrimo servitore dello stato e non del tiranno dalla cui influenza si defila e si rende libero;

2.Biografica = Tacito ripercorre il cursus honorum di Agricola, evocando in modo puntiglioso le varie tappe della sua carriera politica, con particolare riferimento alla campagna in Britannia.

3.Laudatio funebris tardiva = fu scritta 5 anni dopo la morte di Agricola, per motivi di opportunità politica. Agricola fu vittima della vessazione dell’imperatore Domiziano, che probabilmente ingelosito dei meriti raggiunti e della sua personalità lo avvelenò. Nel 98, invece, il trono è retto dalla figura di Traiano che si proponeva come un princeps moderato e non despota come il suo predecessore.

Scopo dell’opera è inoltrare un messaggio di tolleranza e moderazione volto ad acquietare le limitazioni dell’epoca domizianea, pur non rivendicando costumi repubblicani. Tacito, infatti, respinge come inutili i teatrali suicidi di matrice stoica nella piena consapevolezza dell’immutabilità del presente e un impraticabile ritorno al passato repubblicano.

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