Genius 5407 punti

Le macchine alla difesa di Siracusa
[bcenterLivio,Ab Urbe condita XXIV 33,9-34,12)

Analisi del testo

Questo brano di Livio presenta la fase iniziale dell’assedio di Siracusa per opera del console romano Marcello.Nel corso della seconda guerra punica(218-201 a.C.),la posizione della Sicilia era stata importante come barriera di intercettazione tra Annibale,che si trovava in Italia,e la sua base a Cartagine.Strategicamente fondamentale,poi,nella Sicilia ormai occupata da Roma,fu il ruolo di Siracusa:se infatti Siracusa e i cartaginesi fossero riusciti a cacciare i romani,avrebbero potuto mandare rinforzi ad Annibale.Allora il re di Macedonia Filippo V si sarebbe forse deciso a fornire un proprio contingente e per Roma sarebbe stata la fine.
Considerata la posta in gioco,i plenipotenziari di Siracusa,emissari di Annibale,affidarono la difesa della città ad Archimede,che per due anni sventò l’assedio di Marcello,benchè questi disponesse di forze numericamente superiori e di tutti i più perfezionati mezzi ossidionali.Archimede non solo seppe sfruttare al meglio le macchine da lancio che possedeva,ma inventò accorgimenti particolari,come quello di praticare feritoie nelle mura,e geniali stratagemmi,come quello di arpionare le navi nemiche con un uncino calato dalle mura,per poi sollevarle e di colpo precipitarle rovinosamente in acqua.Siracusa fu infine presa,nel 212 a.C.,grazie soprattutto al tradimento di un gruppo di nobili;Archimede fu ucciso durante il saccheggio.

Registrati via email