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Nacque nel 70 a.C. ad Andes vicino a Mantova. La famiglia agiata di proprietari terrieri gli consentì di studiare prima a Cremona, poi a Milano, ed infine a Roma. La sua famiglia aspirava a vederlo diventare avvocato, ma ciò era in contrasto con la sua timidezza e la sua propensione per la poesia. Roma in questi anni era stata prima insanguinata dalla guerra civile tra Cesare e Pompeo e poi dal cesaricidio, in seguito dalla terza guerra civile combattuta tra Ottaviano e Antonio e gli assassini di Cesare sconfitti a Filippi. Virgilio in questo periodo era a Napoli, dove seguì lezioni di filosofi epicurei: l’epicureismo gli sembrò uno strumento che poteva sanare l’angoscia causata delle guerre civili. Questo periodo si concluse con la confisca dei terreni di proprietà della sua famiglia. Forse le confische agrarie furono ordinate da Ottaviano per ricompensare con lotti di terra i veterani che combatterono a Filippi. Grazie agli amici Pollione, Varo e Gallo e anche alla protezione di Ottaviano riuscì a salvare le terre di famiglia, ma successivamente le perse definitivamente; questi fatti li deduciamo dalle Bucoliche 1-9, opera che contribuì a far conoscere Virgilio. Mecenate lo avvicinò a Ottaviano e lo rese il punto di forza del suo circolo. La composizione delle Georgiche fu influenzata dalla vicinanza di Mecenate e Orazio. Il poema è incentrato sul mondo agricolo pastorale tanto caro alla tradizione romana, a quel mos maiorum che Ottaviano cercava di far rivivere. Successivamente compose l’Eneide poema epico fortemente voluto da Ottaviano proclamato "augusto" nel 27 a.C.

Intraprese un viaggio in Grecia per conoscere direttamente i luoghi del poema. Ma durante una visita alla città di Megara fu colto da un malore e morì dopo il suo sbarco a Brindisi, ma fu sepolto a Napoli. L’Eneide fu pubblicata per volere di Augusto, nonostante il poeta avesse detto di bruciare l’opera nel caso in cui fosse morto.

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