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Virgilio, Publio Marone (6)

Sulla vita di Virgilio ci sono state tramandate diverse notizie da antichi biografi, ma non sono certe poiché sono derivate da dicerie leggendarie o congetture.
Publio Virgilio Marone nacque ad Andes il 15 ottobre del 70 a. C, apparteneva ad una famiglia di modesti possidenti provinciali abbastanza agiati da permettersi di far studiare il figlio in altre città infatti Virgilio frequentò maestri di grammatica a Cremona e Mantova poi si trasferì a Roma dove studiò retorica matematica e medicina.

Sulla produzione poetica di Virgilio prima delle Bucoliche non si sa molto, forse i suoi scritti furono raccolti nella “Appendix Virgiliana”, componimenti brevissimi e poemetti molti dei quali probabilmente falsi. Durante gli anni di formazione del poeta, a Roma c'erano le lotte tra Pompeo e Cesare e le contese civili alla morte di Cesare. In un primo momento il podere di Virgilio rischiò la confisca per essere donato ai veterani ma fu risparmiato grazie all'intervento di un potente personaggio, in seguito invece venne confiscato.

Alcuni potenti amici di Virgilio furono Asinio Pollione Varo e Cornelio Gallo. A questi personaggi esprime la sua riconoscenza nelle "Bucoliche": 10 componimenti pastorali pubblicati nel 39 o 38 a. C. In questo periodo inizia ad esaltare la figura di Ottaviano grazie al suo stretto contatto con l'amico Mecenate; tutto ciò contribuì all'evoluzione della sua poesia. Nelle Bucoliche si ha la presenza dell'attualità politica e civile e una sorta di evasione nell'arte.

La seconda grande opera di Virgilio sono le "Georgiche": poema didascalico sulla coltivazione dei campi e sull'allevamento del bestiame (30-29 a. C.) dedito a far rifiorire i valori della civiltà contadina sui quali si era sempre fondata la grandezza di Roma.

Sbarcato a Brindisi Virgilio muore il 21 settembre del 19 a. C.

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