Albio Tibullo

Tibullo vissuto nel circolo di Messalla Corvino manifesta nella sua produzione letteraria di perseguire l’ideale di otium letterario, dettato principalmente e probabilmente dall’interesse alla filosofia epicurea. Infatti, quest’ultima si proponeva il dissenso o quanto meno la neutralità nei confronti della politica in quel tempo augustea. Ma nonostante ciò il poeta nella sua opera il Corpus tibullianum riflette le aspirazioni augustee come l’amore, la campagna la pace e il rifiuto della guerra. L’opera divisa in trelibri comprendenti 36 carmi in distici elegiaci tratta di argomenti diversi. Il primo libro è intitolato Delia, la donna amata dal poeta, consta di 10 elegie, non tutte dedicate alla donna, come testimoniano la quarta, l’ottava e la nona dedicate a Marato, la settima a Messala e la decima alla pace e alla campagna. Il secondo è intitolato Nemesi, che in greco significa vndetta, e consta di sei elegie. Nemesi si pensa che sia la donna che avrebbe dovuto vendicare l’infedeltà di Delia. Ma solo la prim, la sesta e la nona sono dedicate a Nemesi, in quanto la prima tratta della festa della purificazione dei campi, la seconda e la quinta a Cornuto e al figlio di Messalla. Il terzo libro è più complesso e consta di venti elegie. Le prime sei sono dedicate a Ligdamo, che forse è un giovane poeta del circolo di Messala o Ovidio, e celebrano l’amore per Neera. Poi troviamo il Panegiricus Messallae, un carme che contiene un’esltazione smaccata di Messala. I carmi 8 e 12 sono elegie erotiche di Cerinto per Sulpicia; i carmi 13 e 18 sono biglietti d’amore di Sulpicia per il suo amato. Il libro si conclude con 2 carmi erotici, un’elegia e un epigramma di Tibullo. La fonte privilegiata di Tibullo è sicuramente l’opera di Virgilio intitolata Bucoliche. Due sono in particolare le somiglianze :il primo libro costa di 10 elegie quante sono le bucoliche e un mondo appoito, l’Arcadia che entrambi i poeti si sono immaginati per sfuggire alla realtà con l’unica differenza che Tibullo non inserisce finzioni o travestimenti.
Anche se sono molteplici i temi da lui trattati non è possibile trovarne un elemento unificatore in un unico tema, bensì nel tono dolce e malinconico.

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