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Tibullo - Rapporto col Neoterismo

Tibullo rispetto al neoterismo non vuole essere poeta doctus, non fa dell’erudizione un elemento fondamentale di prestigio e di distinzione. L’autore non può essere neanche considerato complicato sul piano dell’intreccio. Per quanto riguarda la tematica amorosa, in Tibullo l’amore è più che altro sogno, vagheggiamento, fantasia, proiezione di desideri e non narrazione di un’esperienza realmente vissuta. Soprattutto nel caso del I libro l’amore non è un amore violentemente passionale, non è una sensualità struggente, ma è un amore dolce e maturo. Nel caso di Nemesi Tibullo non cerca l’eternità dell’affetto, non implora questa personalità così negativa di stare accanto a lui per sempre, ma serve all’autore per mettere in scena la lotta interiore, il conflitto dei sentimenti. Tibullo è originale nel tema della vita dei campi, perché non fu soltanto Virgilio ad esaltare la poeticità della vita campestre. Legato al tema della campagna è anche il tema religioso, dove Tibullo è abbastanza lontano dalle mode imperanti nell’età augustea che sostanzialmente riconducevano al materialismo di stampo epicureo, ma è sinceramente legato agli antichi culti agresti a cui a dedicato tutto il secondo libro. Al tema della religiosità si collega il culto della famiglia e del focolare domestico, contrapponendolo al vizioso contesto urbano. A differenza di Virgilio la storia non entra minimamente in Tibullo, quindi la vita dei campi è realmente idealizzata, è anti-storia.

Tibullo non è poeta doctus, quindi la sua poesia è abbastanza semplice, infatti evita complicazioni tematiche e ruota intorno ad una serie di tematiche convenzionali. Presenta una struttura abbastanza essenziale, è una struttura “aperta” perché tende a generare un accumulo di immagini piuttosto che a costruire un sistema architettonicamente più compiuto. Queste immagini che si generano e si susseguono tendono a loro volta a essere molto esili e a risolversi nel giro di un distico elegiaco. Lo stile a detta di alcuni è uno stile medio, che evita il realistico, il quotidiano, ma evita anche il sublime. Le soluzioni stilistiche che Tibullo introduce è la frequenza dell’iperbato, che viene utilizzato in modo molto preciso e fa sì che il sintagma aggettivo-sostantivo sia separato in modo tale che l’aggettivo chiuda il primo emistichio e il sostantivo chiuda il secondo. L’effetto è una musicabilità prevedibile che al tempo stesso dà armonia.

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