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Tibullo e Ovidio

Tibullo
Tibullo è un poeta d’amore sulla scia di Catullo, il quale all’epoca di Catone il censore, dove troviamo una riscoperta e un esaltazione di tradizioni, culture e costumi romani (mos maiorum), cantava di argomenti di ozio e amore. Tibullo canta dell’amore per Cinzia (la Clodia per Catullo) e si dichiara schiavo d’amore. In lui è presente il mito della campagna (aura mediocritas di Ludovico Ariosto), un luogo dove si vive sereni e in maniera molto semplice accontentandosi di quel poco che basta per vivere, lontano dalla guerra e dalle glorie delle battaglie, ma semplicemente vivendo serenamente con la donna amata.

Elegia: componimento poetico con un metro ricercato e musicale che prende le mosse dalla Grecia e si consoliderà nella cultura latina.

Ovidio
È un autore che più volte verrà citato nella divina commedia di dante che attinge alla sua opera ‘Le metamorfosi’. Il tema più ricorrente è anche per lui l’ars amatoria, ma è un autore molto complesso. Verrà condannato all’esilio da augusto poiché coinvolto negli inganni della sorella dell’imperatore.

Metamorfosi: dopo l’ esperienza della poesia erotica Ovidio tenta con le metamorfosi un genere letterario di maggiore impegno. Il suo modello è quello del ‘poema collettivo’, il libro fatto di una serie di storie indipendenti tra loro, solo accomunate da un tema. Questo tipo di poesia aveva trovato fortuna nella letteratura ellenistica. Nelle diverse trasformazioni delle metamorfosi Ovidio cerca le origini, dato che l’ origine spiega soddisfacentemente l’ essenza della cosa trasformata. Con le metamorfosi Ovidio cerca di ravvicinare la sua poesia alle vicende nazionali augustee: il poema fa infatti del nuovo regime il coronamento della storia del mondo, traguardo di un lungo processo che va dal caos primordiale alla celebrazione di Ottaviano.

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