Temi delle Geogiche di Virgilio

Giove rese difficile la vita degli uomini perche sotto la spinta del bisogno sviluppassero le loro facoltà intellettuali e le tecniche. La divinità, nella sua provvida visione futura, non permise che l’uomo esaurisse nell’ozio le sue potenzialità. L’umanità stimolata dal bisogno diede la vita al progresso civile.

Nelle Bucoliche la campagna è il rifugio dalle tempeste della vita, il luogo dove l’uomo si abbandona al riposo e alla gioia del canto; nelle Georgiche la campagna è il luogo del duro lavoro dove si svolge l’opera degli uomini e degli animali, affratellati dalla fatica, assoggettati al volere della divinita che non volle fosse facile l’arte della coltivazione, cioè “via colendi”.
Virgilio comprende il valoree la bellezza del lavoro: talvolta ritorna l’ideale dell’otium dell’età dell’oro e quello dei pastori delle Egloghe; al centro della visione virgiliana è ora posto il “labor” mediante il quale l’uomo realizza se stesso e si arrichisce di tesori: il labor è il mezzo mediante il quale l’uomo supera ogni ostacolo, crea il suo destino e conquista la civilta.

I contadini sono fortunati se paragonano la loro vita a quella degli affannati abitanti delle città. Nel secondo libro c’è il contrasto tra il mondo semplice e naturale della campagna e quello falso della citta. Vengono poste a confronto le esistenze del marinaio, soldato e oratore e la vita tranquilla dell’agricoltura.

L’età dell’oro tanta desiderata e presente nelle bucoliche non può rappresentare la soluzione; occorre non fuggire la realtà ma impegnarsi nella costruzione di un mondo piu concreto.
Le Georgiche sono un’opera segnata dal valore del lavoro. Virgilio ha una visione del mondo nella quale il lavoro è visto non piu come una condanna ma rivalutato nel suo significati profondo.
Rispetto alle Bucoliche, c’è continuità: si trova l’attaccamento alla campagna, la legge del dolore che accomuna uomini e animali ma il canto dei pastori cede il posto al lavoro degli agricoltori.

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