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Orazio

Nacque a Venosa, in Lucania, nel 65 a.C., figlio di uno liberto (schiavo) (possidente di un modesto podere), potè conseguire un'istruzione completa, grazie al padre che divenne esattore a Roma, per permettergli di completare gli studi presso i migliori maestri. Poi si trasferì ad Atene, ma interruppe gli studi per partecipare alla battaglia di Filippi, e al suo ritorno il podere di Venosa venne confiscato e dunque divenne segretario di un questore. Fu in questo periodo che si dedicò alle prime opere poetiche, che lo portarono a conoscere Virgilio e Vario Rufo dai quali venne presentato a Mecenate. Con quest'ultimo nacque una grande amicizia, distante da atteggiamenti servili o dalla negazione di libertà. Mecenate gli donò una villa in Sabina poiché egli amava la tranquillità della campagna e della vita ritirata.
A partire da 35 pubblicò Le Satire, poi le Epodi e Le Odi e dopo un po' Le Epistole. Nel 17 ricevette l'incarico da Augusto di comporre il Carmen speculare, dopo questo si assiste ad un definitivo silenzio del poeta, e ormai invecchiato e malato morì l'8 d.C.

Figura: viene definito un poeta augusteo: anche lui come Virgilio vive fortemente influenzato dalla crisi generale dovuta al crollo delle ideologie repubblicane e dalle numerose guerre civili. Ma questo senso si smarrimento e di crisi alimentarono in lui un forte senso di imprevedibilità che porta ai numerosi inviti di vivere alla giornata. Anch'egli come Virgilio va alla ricerca di pace e tranquillità. Inoltre è forte il suo impegno civile.

Pensiero: La morale si svolge sulla base della libertà di pensiero seppure fortemente influenzata dalla filosofia epicurea; che va quindi alla ricerca dell'ataraxia (privazione di paura e desiderio); che vede gli dei distaccati dal mondo umano, e che sottolinea l'importanza dell'amicizia, della campagna e delle cose semplici. Attinge pienamente alla diatriba, movimento di opinione che si muove in un repertorio di luoghi comuni relativi al vivere secondo natura disprezzando le convenzioni sociali. E inoltre fa suoi anche gli ideali della filosofia stoica di autarkeia (indipendenza interiore che porterà l'individuo ad una chiusura in se stesso) e metriotes (moderazione, equilibrio). È visibile anche una percezione della precarietà del vivere.

Stile: Orazio viene visto come una figura poliedrica, che tocca una pluralità di stili e forme: dal Sermo semplice, alla lirica raffinata e equilibrata; questo dovuto a quella aurea mediocritas di cui è esponente, ovvero la consapevolezza della propria mediocrità (dotta ignoranza). La semplicità è la ricerca di immediatezza, segnata da una sottile ironia, con parole ordinarie, diminuitivi. A sostenere l'equilibrio classico vi sono le scelte di poetica ( che espone nell'Ars poetica): il labor limae e il lucidus ordo; studia particolarmente la collocazione di ogni termine all'interno della frase. Ha il merito di aver fissato gli statuti del genere lirico la cura formale, la morale, la componente mitologica e letteraria.

L'equilibrio che ricerca nella poesia è quello di cui avverte il bisogno dalla società.

Le Epodi

Ci si riferisce a 17 componimenti, composti tra il 41 e il 30, chiamati così per la forma metrica (Iambi per Orazio). Riprende la lirica di Archiloco e soprattutto le caratteristiche tipiche della brevitas e della varietas. È un'opera giovanile dove è forte l'impegno civile (da poco finita la battaglia di Filippi) e il superamento del disimpegno neoterico. Non mancano l'invettiva e l'ambientazione erotica e amorosa.

Le Satire

Sono 18 componimenti in due libri. Le tematiche di base sono l'avidità, l'ambizione, la sregolatezza sessuale ( vediamo analizzati più o meno sempre gli stessi punti politica e sfera sessuale). Sono delle critiche di costume. Egli si distacca dall'inventore del genere, Lucilio, accusandolo di fluere letulentus, e anche agli altri che fissavano le caratteristiche nell'aggressività polemica, nel carattere autobiografico dell'esperienza e in un espressione informale. Mentre egli cerca di infondere dei principi e dei valori del comportamento morale. Mantiene la sincerità autobiografica ma non vuole convertire gli altri al proprio modello di saggezza.

Carmen Saeculare

Si tratta di un inno di 19 strofe saffiche, fu cantato nel 17 a.C. sul Palatino e sul Campidoglio nella ricorrenza dei Ludi saeculares. Presenta uno stile elevato e solenne.


Le Odi

Capolavoro delle opere del poeta, la loro originalità sta nell'aver dato una lirica romana adattandola a forme metriche di origine greca. È molto condizionato dai modelli di Alceo e Saffo, ma questo inquadra il poeta come stimolato a emulare i maestri che lo hanno preceduto. Nel primo libro vi è la dedica a Mecenate e l'XI componimento propone il carpe diem. Nel secondo libro espone il concetto di aurea mediocritas. Nel terzo dove sono presente le odi domane, esalta le antiche virtù e le gloriose imprese del principe. Nel quarto libro ritorna sul tema del carpe diem. I temi sono quelli ricorrenti anche nelle Satire: la fugacità della vita, la caducità delle cose umane e la morale epicurea che spinge ad osservare al realtà senza farsi coinvolgere troppo, analizzando così le tematiche amorose e il tema dell'amicizia, ma tipico dell'individualità oraziana è il senso della precarietà e la mediocritas nella poesia civile.

Le Epistole

Contiene venti epistole in esametri. I motivi ispiratori di quest'opera sono il precoce sentimento della vecchiaia, l'aspirazione all'isolamento e un forte pessimismo. Proprio per questo i principi rilevanti sono quelli della dottrina epicurea. Nel secondo libro appartengono due epistole di argomento letterario, dove spicca l'Ars poetica, nella quale esponela propria teoria letteraria (la poesia è un'elaborazione,ars, attraverso il quale si esprime il vero talento poetico, ingenium).

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