Ottaviano assommò nelle sue mani tutto il potere.

      Ottaviano non promosse nessuna guerra, ma si limitò a fortificare i confini.

    Ottaviano confiscò tutti i possedimenti a chi ne possedeva molti, per affidarli ai militari e generali che lo avevano accompagnato durante le battaglie.

Anche Virgilio e Orazio subirono la confisca di parte dei poderi.

    Poichè Ottaviano aveva portato pace all'interno delle classi sociali, questo periodo viene chiamato Pax Augustea.

Se da un lato dava la pace, dall'altro toglieva la libertà agli intellettuali. Ciò non avvenne in modo coercitivo, ma condusse quest'operazione in maniera velata. Infatti coloro che si astenevano dallo scrivere contro di lui, di certo avevano salva la vita.

    Augusto fece rifiorire i Circoli letterari attraverso la figura di Mecenate, che accolse nella sua casa molti letterati offrendo loro vitto e alloggio. Uno di questi letterati fu Virgilio.

Altro ruolo molto importante nell'organizzazione dei circoli venne svolto da Asinio Pollione, autore di carmi di argomento bucolico e stile neoterico. Egli coltivò l'otium letterario e introdusse a Roma l'usanza di leggere pubblicamente opere in versi o in prosa. Spettacolo che prendeva il nome di "recitationes".

    La letteratura latina si accostò in modo più marcato alle problematiche socio-politiche.

      Si affermarono particolarmente la lirica, nella quale si evidenziava un particolare interesse verso temi politici e civili. Il maggiore esponente fu Orazio. Si affermarono, inoltre, generi come l'elegia, il poema epico, la storiografia e la satira. Rilievo notevole ebbe l'Eneide virgiliana.

    Durante l'età delle guerre civili si era diffusa e affermata la dottrina filosofica di Epicuro. Tuttavia, nel periodo augusteo, realizzandosi una fittizia pacificazione nazionale, l'Epicureismo perse di potere. Della crisi dell'epicureismo seppe approfittarne lo stoicismo, che ben presto divenne una "filosofia del regime".

Registrati via email