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Ovidio

La vita: Nacque a Sulmona del 43 a.C. da buona famiglia, da subito si trova completamente immerso nella nuova realtà imperiale. Frequentò le migliori scuole retoriche di Roma, e dopo una rapida esperienza in politica iniziò una precoce produzione letteraria, che lo portò a frequentare i circoli letterari, e a conquistare una grande fama con opere di grande successo come gli Amores, l’Ars amatoria e Medea (una tragedia). Raggiunti i 40 anni si dedicò a imprese letterarie di più alto livello, scrisse: le Metamorfosi (un poema mitologico) e i Fasti (opera celebrativa di riti e miti romani); successivamente cadde in disgrazia presso l’imperatore che lo condanna alla relegazione a Tomi. Morirà nel 17 d.C.

Le opere: la sua vastissima produzione è divisibile in tre filoni (in base al genere e al periodo storico):

1) Le opere elegiache ed erotico didascaliche, giovanili:

- Amores (49 elegie), il tono è distaccato e ironico, Ovidio si presenta in veste di
osservatore.
- Ars amatoria (trattato in 3 libri), è un manuale sull’arte dell’amare, il tono è
leggero, spregiudicato e ironico, con l’esaltazione della vita libertina.(probabile
argomento della condanna)
- Rimedia amoris, insegnano come liberarsi di un amore che non interessa più
- Medicamina faciei, consigli sull’uso dei cosmetici.
- Heroides (21 elegie) in forma di lettere di eroine che scrivono ai loro amanti in
tono sentimentale, qui prevale il gusto ovidiano per la sperimentazione del genere.

2) I grandi poemi:
- Metamorfosi (15 libri) un opera che racconta 250 vicende di essere umani e divini
traformatisi in altro aspetto.
- Fasti, sono un’opera celebrativa,in cui Ovidio va alla ricerca di riti, usi, nomi, luoghi
per compilare un calendario romano con le feste e le ricorrenze e le rispettive
origini.

3) Le opere dell’esilio:
- Tristia (cinque libri) e Epistulae ex Ponto( quattro libri), durante la relegazione
scoprì la possibilità di una poesia comporta per piacere personale e non per essere
letta né per avere successo.

Con Ovidio l’elegia romana entra nella fase di piena maturità e di decadimento, gia solo per il fatto che egli non si dedichi solamente alla vita distaccata come Tibullo e Properzio, e che mostra interesse ad una poesia più elevata. Egli non accetta le convenzioni dell’Elegia e le considera giochi letterari ( come il tema erotico), così che spesso i modelli che riprende sono imitati in modo spiritoso e anticonformista. Anche il mito smette di avere funzione nobilitante e diventa un elemento decorativo. Tutto ciò perché il poeta appartiene ad una nuova epoca e trova il centro della sua esistenza nel fare poesia, ma avendo la consapevolezza che la poesia è lo strumento capace di mediare al realtà, di trasformarla e per questo prova compiacimento della propria abilità.

Lo stile è ricercato e ricco di artifici retorici, di cui è maestro, la versificazione è tra le più perfette che il genere elegiaco abbia conosciuto.

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