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Ovidio (43 avanti Cristo - 18 dopo Cristo):
a. appartiene a una famiglia di rango equestre
b. entra nel circolo di Messalla Corvino
c. nell'8 dopo Cristo viene condannato alla relegazione a Tomi, dove muore.
1. elegia erotico-soggettiva:

Amores


a. 3 libri di elegie d'amore per Corinna
b. temi convenzionali del genere (talora rovesciati per desiderio di innovare)
c. concezione giocosa dell'amore e distacco intellettualistico dalla materia amorosa.
2. elegia eziologica: Fasti:
a. 6 libri (opera incompiuta)
b. spiegazione dell'origine delle festività
c. carattere erudito e tono didascalico.
3. elegie dell'esilio: Tristia (5 libri); Epistulae ex Ponto (4 libri):
a. autobiografismo
b. motivo del lamento per la propria condizione di esule.
4. elegia erotico-mitologica: Heroides:
a. 21 lettere divise in due gruppi (15 scritte da eroine mitiche agli amanti; 6 costituite dalle lettere di tre innamorati e dalla relativa risposta)
b. reinterpretazione di miti noti secondo prospettive originali
c. desublimazione dei personaggi mitici ridotti a una dimensione quotidiana.
5. opere erotico-didascaliche: Ars amatoria; Medicamina faciei (e lunga) femineae (seconda e breve); Metamorfosi.

Ars amatoria


a. poemetto didascalico in 3 libri di distici elegiaci (il poeta è praeceptor amoris)
b. gusto per la mescolanza di generi (elegia, epica, manualistica tecnica)
c. ritratto della società galante dell'epoca e rifiuto dei modelli etici tradizionali
d. tono ironico e distaccato.
6. poema epico-mitologico: Remedia amoris:
a. 15 libri in esametri
b. materia costituita da storie incentrate sulla metamorfosi, dall'origine del mondo all'epoca del poeta
c. struttura caratterizzata dalla varietà dei collegamenti tra gli episodi.
6. intertestualità: frequenti allusioni ad altri testi poetici
7. grande varietà di registri stilistici

Sottotitolo: La vita


Nato a Sulmona nel 43 avanti Cristo, Ovidio iniziò giovanissimo a dedicarsi alla poesia, riscuotendo subito grande successo. Nell'8 dopo Cristo Augusto lo condannò alla relegazione a Tomi, sul mar Nero, per cause che non conosciamo con esattezza. Lì restò fino alla morte, avvenuta nel 18 dopo Cristo.
Sottotitolo: Le prime opere elegiache
La maggior parte delle opere ovidiane composte prima dell'8 dopo Cristo appartiene al genere elegiaco, di cui esse rappresentano diversi filoni.

Sottotitolo: Gli Amores


Nel filone erotico-soggettivo è collocabile l'opera che segna l'esordio letterario di Ovidio, gli Amores (20 avanti Cristo circa). È una raccolta di componimenti nei quali il poeta canta in prima persona la storia d'amore per una donna presentata con lo pseudonimo di Corinna, riprendendo gli schemi e le convenzioni tipici dell'elegia erotica. Tali motivi sono tuttavia sviluppati in modo personale e variati virtuosisticamente secondo una tendenza manieristica che contraddistingue tutta l'opera ovidiana. Piuttosto che come passione profonda e travolgente, il sentimento amoroso è trattato come un gioco galante.

Sottotitolo: Le Heroides


Ovidio passa al filone erotico-mitologico con le Heroides (composte dopo il 15 avanti Cristo), una raccolta di lettere che s'immaginano scritte da eroine del mito ai loro amati (tre di esse sono invece di personaggi mitici maschili, seguite dalle risposte delle donne amate). Anche in quest'opera il poeta dimostra l'intenzione di rinnovare la materia tradizionale, presentando le vicende mitologiche secondo prospettive insolite e riducendo spesso i personaggi a una dimensione quotidiana e antieroica.

Sottotitolo: L'Ars amatoria e le altre opere erotico-didascaliche


La principale opera ascrivibile al filone erotico-didascalico è l'Ars amatoria (1 avanti Cristo - 1 dopo Cristo), un poemetto che intende fornire a uomini e donne precetti su come avere successo in amore. Risulta evidente il carattere anticonformista dell'opera, che si contrappone ai severi modelli etici tradizionali e riflette una visione spregiudicata e disincantata dell'éros. Appartengono al medesimo filone i Remedia amoris, che insegnano come liberarsi dalle sofferenze amorose, e l'operetta incompiuta Medicamina faciei (e lunga) femineae, che offre consigli di cosmesi.

Sottotitolo: I Fasti


Il filone eziologico è rappresentato dai Fasti (sottinteso dies), composti dall'1-2 all'8 dopo Cristo e rimasti incompiuti. Seguendo l'ordine del calendario, il poeta illustra i fatti leggendari e storici che sono alle origini di festività o ricorrenze romane. L'opera ha un carattere spiccatamente erudito e non è esente da intenti celebrativi, che non appaiono però sorretti da un vero senso patriottico.

Sottotitolo: Le Metamorfosi


Sono l'opera più impegnativa e celebre di Ovidio, composta dall'1 all'8 dopo Cristo. Si tratta di un poema epico in esametri appartenente al filone mitologico, che presenta una numerosa serie di miti, riconducibili tutti al tema della metamorfosi e collegati variamente tra loro a delineare una grandiosa storia del mondo dal Caos originario all'età contemporanea.
Rispetto alle convenzioni epiche, le Metamorfosi presentano alcuni caratteri peculiari:
- nel poema non emergono personaggi di spicco, come accade invece di norma nell'épos;
- le divinità non sono rappresentate come esseri superiori, ma sono colte nella loro dimensione privata e sono turbate da passioni umane;
- il poeta interviene talvolta a commentare il racconto, infrangendo il codice epico dell'impersonalità della narrazione (come già aveva fatto Virgilio).
La lingua e lo stile delle Metamorfosi sono generalmente elevati ma al tempo stesso facili e fluidi. La molteplicità degli episodi consente al poeta di variare spesso i registri stilistici ostentando virtuosisticamente le proprie capacità espressive.

Sottotitolo: Le elegie dall'esilio


Ovidio torna al genere elegiaco nelle sue ultime opere, le due raccolte Tristia ed Epistulae ex Ponto, composte dopo la condanna alla relegazione e caratterizzate da un'impostazione autobiografica. Esse traggono infatti il loro motivo ispiratore dalla condizione di esule dell'autore, che sfoga la propria sofferenza sperando invano in una revoca del provvedimento.

La fortuna


Le opere di Ovidio non entrarono subito nei programmi scolastici dell'antichità a causa del loro stile, considerato eccessivo e "lezioso". Esse hanno esercitato tuttavia un'influenza straordinaria sulla letteratura e sulle arti, dal Medioevo fino all'età contemporanea, grazie alla fortuna delle elegie erotiche come fonte d'ispirazione della letteratura cortese (e, per questo tramite, della lirica moderna) e a quella ininterrotta delle Metamorfosi come repertorio mitografico.

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