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Orazio

Vita

Nasce nel 65 a.C. a Venosa, figlio di un liberto che si trasferisce a Roma per svolgere l'attività di esattore delle aste pubbliche. A Roma Orazio completa gli studi presso i maestri più in voga. Successivamente, intorno ai venti anni si reca ad Atene dove perfeziona la sua formazione. Si lega alla causa di Bruto e Cassio e partecipa alla battaglia di Filippi finita con la sconfitta dei repubblicani. Torna in Italia dove trova confiscato il suo podere di Venosa.
Le prime prove poetiche di Orazio lo porteranno a stringere amicizia con Virgilio che lo presenterà a Mecenate nel 38 a.C.. Poco più tardi, Orazio entrerà a far parte del suo circolo letterario. Fra Mecenate e Orazio nasce un'amicizia sincera e profonda, favorita dalla comune fede epicurea e dalle affinità di carattere. Tuttavia, Orazio non rinuncia alla propria libertà. Egli preferisce la campagna alla città e Mecenate, consapevole di ciò, gli fa dono di una villa in Sabina. Trasferitosi in campagna Orazio rifiuta anche l'offerta da parte di Augusto di diventare il suo segretario privato. Muore l'8 a.C., due mesi dopo Mecenate.

Opere

- 35 a.C. I libro delle Satire
- 30 a.C. II libro delle Satire e 17 epodi
- 30 - 23 a.C. primi 3 libri delle Odi
- 23 - 20 a.C. libro I delle Epistole
- 17 a.C. Carmen saeculare che consacra il poeta al regime augusteo.

Il pensiero e la morale

Orazio non aderisce ad un'unica corrente filosofica ma attinge principalmente a quattro importanti filoni:
-Epicureismo dal quale riprende l'imperturbabilità, l'idea del potere stabile, la concezione degli dei come soggetti che ignorano l'uomo e vivono negli intermundia, il culto per l'amicizia, l'amore per la campagna e le cose semplici.
-La diatriba, un movimento di opinione divulgato dai predicatori cinici che disprezzano le convenzioni sociali ed i condizionamenti della civiltà cercando di vivere secondo natura, da cui Orazio mutua due principi primi della sua morale, ovvero, l'indipendenza interiore e la concezione del "giusto mezzo".
-Aristippo, che identificava il bene con il piacere, sottolineando ancora di più l'indipendenza del soggetto.
-Lo stoicismo, dal quale riprende l'imperturbabilità, la virtù e la coerenza.

Ovidio

Vita

Nasce a Sulmona in Abruzzo nel 43 a.C.. Non vive in prima persona le guerre civili. Frequenta la scuola di retorica a Roma e inizia la sua produzione letteraria con l'opera elegiaca Amores. Frequenta il circolo letterario di Messalla. Dopo una fugace esperienza politica si dedica solamente alla scrittura, conquistando un'ampia fama attraverso la composizione di elegie ed opere erotico - didascaliche. Scrive anche un poema mitologico e un'opera celebrativa dei miti e dei riti romani. Ma viene condannato da Augusto all'esilio per un intrigo di corte con la nipote. Muore a Tomi nel 17 d.C..

Opere

Si dividono in tre gruppi ognuno dei quali si ricollega ad un periodo della sua vita.

I° Gruppo

Opere erotico - didascaliche sono scritte in distici elegiaci:
- Amores
- Ars amatoria: opera divisa in tre libri che ha per argomento la seduzione e la conquista.
- Remedia amoris: come liberarsi di un amore.
- Medicamina faciei: consigli sull'uso dei cosmetici.
- Heroides: elegia che assume le caratteristiche di una lettera in cui le mittenti sono eroine del mito. Il lamento amoroso si collega alla mitologia greca.

II° Gruppo

I grandi poemi:
- Metamorfosi: poema continuo in quindici libri che racconta 250 vicende di trasformazioni. Il metro adoperato è l'esametro.
- Fasti: opera celebrativa in cui il poeta compie un'operazione di ricerca antiquaria ed eziologica sui giorni fasti e nefasti del calendario romano. L'opera, che è in distici elegiaci, rompe con la tradizione in quanto tende a non rispecchiare il programma augusteo.

III° Gruppo

Le opere dell'esilio:
- Tristia in cinque libri
- Epistolae ex Ponto in quattro libri
Entrambi scritti in distici elegiaci, sono volti ad ottenere il richiamo in patria con lamenti e suppliche.

Annotazioni

Stile

Per Ovidio la poesia deve ispirarsi ai modelli classici, facendoli rivivere in nuove forme. Egli realizza, a tal scopo, un verso perfetto e seducente da cui traspare un'accurata ricerca di effetti, ottenuti tramite il frequente ricorso ad antitesi, amplificazioni, esempi e parallelismi. Ovidio rappresenta un'arte barocca profondamente decadente che tende oltre il limite del reale.

Pigmalione

Si tratta di un poema molto interessante che sviluppa un tema particolarmente caro ad Ovidio, ovvero, il rapporto tra l'arte e l'artista. Il poeta innova il mito originario di un re di Cipro e aggiunge alla vicenda un antefatto: Pigmalione è un artista misogino perché sdegnato dalla immoralità della donna; essendo un artista si scolpisce la donna ideale nell' avorio. Alla fine, l'artista s'innamora dell'opera d'arte e tratta la statua come un essere vivo. Dunque, interviene Venere che concede alla statua di prendere vita.

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