Mongo95 di Mongo95
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Il poeta della generazione augustea che meglio rappresenta lo spirito di Roma. La società ricca aveva da tempo sviluppato il gusto per la cultura elegante, per l’ironia, per la raffinata trasgressione. Ovidio esaltò questa dimensione della cultura contemporanea. Si mette in grande evidenza con la pubblicazione dell’Ars amatoria, guadagnandosi ampio consenso del pubblico. Improvvisamente, per motivi del tutto oscuri, Augusto lo condanna all’esilio sul Mar Nero. Qui non ha più alcun contatto con gli intellettuali, anzi lamenta di dover vivere con un popolo di “selvaggi” che non hanno idea di che cosa sia la cultura. Ufficialmente l’accusa sembra riguardare la sua opera Ars amatoria, che avrebbe istigato il pubblico femminile all’adulterio, quindi andando contro la volontà di Augusto di risanare la morale pubblica. Probabilmente la vera ragione era risentimento di Augusto nei suoi confronti, per via di un possibile incidente che avrebbe coinvolto Ovidio in uno scandalo.

• Ars amatoria
Ovidio assume il ruolo di magister: professore dell’erotismo. Un vero “manuale del seduttore” in cui sono spiegate le tecniche per praticare l’arte della seduzione. Agli uomini viene spiegato come individuare e attirare in trappola la “preda”. Il modello metaforico adottato è quello predatorio della caccia. L’innamorato si muove come un cacciatore, studia le abitudini della preda e coglie le occasioni migliore per disporre le sue trappole e muovere i suoi attacchi. Spesso i rapporti tra uomo e donna sono descritti come ostili: due eserciti contrapposti che si combattono con le armi specifiche del proprio sesso.
L’oggetto di questa opera non è l’amore come passione, ma il sesso. L’amante ovidiano inoltre deve poter tradire quando vuole. Il poeta presuppone un contesto che non è quello del matrimonio, ma quello della “scappatella”. Non parla del mondo delle “donne per bene”, ma di quello delle liberte e cortigiane. Le donne inoltre sono vittime contente del proprio ruolo, la cui posizione non è affatto paritaria a quella maschile.

• Remedia amoris
Ovidio assume ora il ruolo di medico: prescrive i rimedi necessari per guarire dalla delusione amorosa. Si può per esempio concentrarsi sui difetti della persona amata per dimenticarsela più facilmente, oppure fingere il disinammoramento, così che esso, con il tempo, diventi effettivo.

• Heroides
“Lettere di eroine”. In questa finzione epistolare Ovidio presenta voci femminili che lamentano la lontananza dall’uomo amato. Sentimenti predominanti sono attesa e timore. La richiesta è quella di porre fine ad una situazione intollerabile. Predomina un atteggiamento di protesta per una sorta di violazione dei “diritti dell’amore”. Rievocazione del passato felice, dolore per il torto subito, speranza di superare la separazione. Tutti i personaggi (tranne Saffo) appartengono al mito.

-)Arianna abbandonata
Arianna, abbandonata da Teseo sulla spiaggia di Nasso, piange la sua sorte. Non ci sono introduzioni o antefatti. Arianna scrive al suo amante fuggito una lettera. Ma è chiaramente un contesto comunicativo del tutto inverosimile. È chiaramente un espediente letterario che coincide con il contesto dell’intera raccolta: Arianna si presenta come il tipico modello di amante abbandonata. Elementi centrali del suo discorso: solitudine, patria e famiglia. Essa ha infatti scelto la rischiosa vita dell’unione irregolare, scommettendo sul giuramento di eterna fedeltà a Teseo. Ma egli l’ha abbandonata. L’isolamento della natura rispecchia l’isolamento sociale.

• Metamorfosi
Il “protagonista” è un concetto astratto: la mutazione, il continuo processo di trasformazione che si rintraccia nella natura e nella storia. I singoli racconti sono organizzati in modo da dare un’idea di flusso continuo, senza un principio cronologico. C’è di fondo la teoria pitagorica della metempsicosi: ogni forma di vita rifluisce incessantemente in una forma nuova. Le varie trasformazioni dei protagonisti (spesso in piante) sono descritte con tono distaccato, anche se non è assenza l’ironia. La descrizione della metamorfosi è dettagliata e precisa, ma manca la tragicità che verrebbe da legare a questo tipo di eventi. Ciò che risalta sono l’improvvisa impossibilità di comunicazione e l’immobilismo.
-)Apollo e Dafne
Apollo si innamora della ninfa Dafne, figlia del fiume Peneo. Ella rifiuta l’amore del dio e chiede al padre il dono dell’eterna verginità. Voto che viene esaudito, e Dafne viene mutata in alloro, pianta che per sempre rimarrà sacra ad Apollo. Ovidio attinge da un antico mito, ma lo arricchisce di sottile melanconia e sensualità. C’è un antefatto: Cupido aveva scagliato due frecce. Era infatti irato con Apollo, che lo accusava di avergli usurpato la prerogativa di arciere. Le due freccie sono differenti: una fa innamorare (Apollo), l’altra fa odiare (Dafne).

-)Narciso innamorato
La bellezza e l’alterigia del giovane Nariciso ha molte vittime. Per esempio la ninfa Eco, rifiutata, si lascia morire. Narciso infine viene maledetto e si trova a soffrire per amore. Un giorno, specchiandosi in uno specchio d’acqua limpida, fa il fatale incontro con se stesso. Tenta di comunicare con quella creatura bellissima, il cui fascino lo cattura completamente, ma è tutto vano.

• Fasti
In veste di poeta elegiaco, Ovidio sceglie come argomento il calendario romano e le sue ricorrenze religiose. Passa in rassegna le principali ricorrenze, feste e occasioni rituali, cercando di svelarne le origini.

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