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Le Metamorfosi

L'ambizioso disegno narrativo delle Metamorfosi di Ovidio è la ripresa dell'epica greca e romana, secondo una nuova, elegante, presentazione poetica, che assume quindi una forma critica e creativa nei confronti dell'epos tradizionale. Il confronto con l'Eneide, ad esempio, porta Ovidio a colmare alcune delle principali ellissi narrative introdotte da Virgilio. Il legame con il genere epico si manifesta anche nella scelta del metro, l'esametro, e nelle dimensioni. L'opera è imponente, composta da 15 libri che comprendono 250 storie di personaggi mitici e storici (si conclude infatti con la celebrazione dei discendenti di Enea culminando con Giulio Cesare e ad Augusto), che hanno in comune il tema della metamorfosi. Importante è anche il modello di Esiodo (racconto di episodi mitici slegati tra loro ma uniti da un unico tema) e della poesia ellenistica (Callimaco). La varietà di modelli, anche opposti tra loro per caratteristiche linguistiche e di contenuto, manifestano nell'autore l'esigenza di innovazione e superamento dei generi precostituiti.

Nella prima sezione (libri I-X), le vicende si immergono in una dimensione mitica e astorica, e l'autore non segue l'ordine cronologico dei miti che racconta. Successivamente (libri X-XV) il trascorrere dei tempi porta ad una successione cronologica ben scandita, che non è mai però del tutto rigorosa. La scelta non è casuale: dalla guerra di Troia in poi Omero ordinò e mise per iscritto la tradizione mitica che precedentemente era affidata all'oralità.
L' opera si organizza in una sorta di storia universale che va dalle origini ai tempi dell'autore, e col trascorrere della scrittura essa tende a seguire una narrazione sempre più organizzata e regolare, secondo alcune strutture fisse che caratterizzano la metamorfosi secondo quattro tipologie: l'attrazione di uomini o dei per una donna, o viceversa, quella di una donna per un uomo; la sfida di uomini verso gli dei; la sfida di due uomini tra loro. Inoltre, tutti gli episodi hanno come origine uno dei cinque istinti principali del mondo antico: amore, ira, invidia, paura e sete di conoscenza.
L'intento ovidiano di ricostruire una specie di storia universale dell'uomo che abbia il suo lapice nella Roma augustea riflette l'ideologia del principato e il suo progetto di pacificazione e consolidamento di una civiltà ormai immensa e di riconosciuta potenza nell'intero mondo antico.
Un elemento comune e costante è l'attenzione descrittiva di Ovidio per il momento della metamorfosi, dove la trasformazione è descritta sempre con grande attenzione. Ovidio fa largo uso della "variatio", cioè il passaggio continuo tra temi e concetti molto diversi tra di loro, con forte varietà stilistica. La struttura narrativa è però sapientemente amalgamata, un narrar continuo che fa in modo che tutte le storie si incastonino in un modo fluido e armonioso.

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