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Orazio: vita, stile e principali opere

Orazio fu il poeta di corte per eccellenza, membro rappresentativo del circolo di Mecenate insieme a Virgilio. Esaltava il principato di Augusto ma mai in maniera evidente. È stato un poeta che ha dato nella facilità del verso l’espressione della sua personalità. Si era formato nella cultura alessandrina e sulle esperienze neoteriche, il suo genio artistico gli ha dato modo di esprimere i canoni classici. Il tratto più evidente della poesia oraziana è l’uso delle regole nell’apparente risultato di semplicità che si ottiene. Ebbe la fortuna di seguire gli studi fuori dal proprio territorio d’origine, esattamente a Roma e fin da subito mise in mostra le sue doti e per queste venne gratificato.

Una delle opere più famose da lui scritta è il "Carmen saeculare”: una sorta di preghiera cantata da ventisette giovinette; una sorta di messaggio propagandistico in favore di Augusto. Le opere più antiche sono le Satire e gli Epodi.

Le Satire: sono divise in due libri pubblicati in periodi diversi: il primo nel 35 e conta dieci componimenti e il secondo nel 90 ne comprende 8. Il termine "satira" deriva dal latino “satura lanx”, cioè un piatto di primizie che veniva offerto alle divinità. La satira è l’unico genere che i Greci non aveva usato, sebbene si possono trovare alcune analogie e differenze con le commedie. Nella commedia sono usati i giambi, nella satira gli esametri, in entrambe vi è mescolanza tra il serio e il ridicolo, il narratore coincide con il poeta e presenta una morale. Il primo ad utilizzare la satira fu Lucilio. Così come lui Orazio sceglie l’elemento autobiografico e l’esametro, ma lo critica in certi aspetti definendo il suo stile poco curato, privo di “labor lime”.
Le satire inveiscono contro un personaggio ben individuato dal poeta il quale non sceglie bersagli di elevato livello sociale ma sceglie l’uomo comune. Nella sua ricerca morale gli obiettivi sono l’autosufficienza interiore e la moderazione. In alcuni aspetti si nota che l’epicureismo ha avuto una certa influenza nelle satire: realismo, inutilità dell’adulterio, i problemi dell’amicizia. I discorsi, “sermones”, come lui li chiama, sono inseriti in una scena: racconta un episodio, descrive una situazione ben precisa come ad esempio la giornata tipo della Roma di quel tempo. Nel secondo libro vi sono alcuni mutamenti: perdita della componente rappresentativa autobiografica, il ruolo dominante non spetta più al poeta ma al suo interlocutore, nessuna ricerca morale, lascia spazio alle critiche degli interlocutori. La lingua di Orazio è disciplinata, semplice e duttile; crea stili solenni, familiari e scherzosi. Una scrittura apparentemente stesa di getto, ma in realtà frutto di studio perizia tecnica.

Gli Epodi: Sono 17 componimenti che scrive dal 41 al 30 a.C. il periodo che succede l’esperienza a Filippi. Non sono quindi solamente opere giovanili ma lo accompagnarono per un lungo periodo di tempo fino al raggiungimento di una certa maturità artistica. La scelta del tema dell’invettiva non è tanto da rintracciare nelle esperienze autobiografiche ma nella bravura nel riprendere alcuni modelli dell’elegia ellenistica: di Ipponatte e Archiloco riprende l’aggressività ma non i contenuti. "Epodo" è una parola di origine greca (“epì odè”) e significa "dopo il canto": indica un verso breve a cui ne segue uno più lungo; Orazio abbina a un qualsiasi metro lungo il giambo che è breve e incisivo, formando così un distico. Nonostante questa scelta stilistica, Orazio resta il poeta della misura moderata nell’attaccare.

Si distinguono diversi tipi di epodi:
-epodi seguiti dall’invettiva contro persone
-epodi seguiti dall’invettiva scherzosa
-epodi seguiti dall’invettiva contro ciò che non è di buon gusto
-epodi contro la magia e tutto ciò che può risultare eccessivo e repellente
-epodi di impegno civile che seguono la politica di Augusto
-epodi di tipo erotico
-epodi che trattano motivi simposiaci

Orazio tratta diversi topoi letterari senza mai scadere nella semplice imitazione, rivisita il mondo greco, lo fa suo e lo rinnova attualizzandolo e riproponendolo in modo originale.

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