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Orazio - Un incontro sgradevole

In questa satira ci sono degli elementi nuovi rispetto alla poesia degli Epòdi. Il riferimento alla tradizione letteraria, che era rappresentata da Lucilio è chiaramente l’irruzione della comicità e del realismo perché c’è in questo componimento una forte componente realistica prima del tutto assente. Lo schema utilizzato è quello del contrasto, con due personaggi che configgono e si scontrano con intelligenza e con arguzia. Da un lato si ha il seccatore, una straordinaria creazione della storia della letteratura ed è il tipico seccatore arrivista, spregiudicato ed immorale. Dall’altro lato si ha il personaggio positivo che è Orazio stesso, che ama vivere e stare in pace con sé, non sopportando i tentativi clientelari e ruffianeschi del seccatore. Non può essere considerato come elemento encomiastico, ma come elemento di stima la rappresentazione che Orazio dà di Mecenate, come uomo non disposto ad accettare certi tentativi non troppo lusinghieri. Da questa satira si può dedurre una sorta di idealizzazione del mondo di Mecenate dove spiriti liberi si riconoscono reciprocamente su un terreno comune che è quello della civiltà, dell’intelligenza, del gusto e della cultura. Un mondo di valori e di modi raffinati ed intellettualmente aristocratici che so contrappongono al volgare arrivismo di questo seccatore che si spaccia un letterato in grado di scrivere tanti versi in tempi rapidissimi. Caratteristica importante del cenere satirico è la teatralizzazione. Il finale, hanno notato alcuni studiosi, è tipico della commedia, quel colpo di scena per cui il seccatore incontra il suo avversario e Orazio per fargliela pagare si presta a sostenere quello che lo metterà nei guai, è un finale gustoso e divertente proviene dalla tradizione letteraria che Orazio ha ripreso.

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