Genius 5605 punti

Orazio

Quinto Orazio Flacco nasce presumibilmente l’8 Dicembre del 65 a.C. da una famiglia umile, il padre è fondamentalmente un piccolo possidente terriero. Non sappiamo molto della famiglia di questo scrittore, che ci parla principalmente del padre e manifesta nei suoi confronti una profonda gratitudine perché sebbene di umili origini fece di tutto affinché Orazio potesse avere un’istruzione e quindi seguire quel corso di studi che era prerogativa delle famiglie più abbienti. In realtà della prima istruzione di Orazio sappiamo ben poco, Orazio con ironia ricorda il maestro Orbilius, che definisce plagosus, è un maestro violento, irascibile. Il primo grande momento decisivo nella formazione culturale e umana di Orazio è invece rappresentato dal viaggio che compie nel 45 a.C. ad Atene. Orazio dice di aver trovato in Atene l’«impulso a discernere il torto dal giusto e ad investigare tra i boschi di Academo sulla natura delle cose». Orazio era molto socievole e non ebbe difficoltà ad interagire con quella comunità di giovani rampolli dell’aristocrazia romana che si trovavano in Atene e quindi all’interno di questo clima matura le sue passioni letterarie. Due sono le esperienze strettamente filosofico-letterarie che si compiono nell’esperienza ateniese: da un lato l’incontro con la lirica, con i classici della lirica greca come Archiloco; dall’altro l’incontro con la filosofia greca e in modo particolare con l’epicureismo. Dall’epicureismo Orazio recupera il principio del sibi vivere, che è da intendersi come il piacere del vivere in pace con sé stessi. Questo è un principio fondamentale presente in tutta la poesia di Orazio e c’è già in nuce il principio del classico, vivere in pace con sé stesso significa coltivare un ideale di uomo che in virtù di un principio di armonia e di equilibrio vince sulle passioni, quindi l’ideale del dominio attraverso la ragione delle passioni è il cuore dell’estetica e della spiritualità dell’arte classica. Questo principio è una fede fortissima che guida Orazio ed è il sostrato su cui si forma la sua poesia. In quegli anni vivere in una condizione di pace interiore diventava difficile non appena si usciva dal proprio io, non appena si guardava il mondo in cui si viveva, un modo che non era assolutamente pacifico con le continue guerre civili che divampano sempre di più fino ad arrivare in Grecia dove si trovava il giovane Orazio. Orazio sinceramente vive con entusiasmo l’uccisione di Cesare, arruolandosi con le truppe di Bruto dove fa carriera diventando tribuno militare. Sposando la causa di Bruto, Orazio va incontro alle inesorabile disfatte. Fallito amaramente il suo sogno di restaurazione, torna a Roma nel 41 a.C. grazie ad un’amnistia che era stata emessa in quell’anno. Torna a Roma e per lui è il momento più difficile della sua vita, poiché è solo, privo di contatti con i vincitori e qua racconta che paupertas impulit audax ut versus facerem (l’audace povertà mi spinse a fare poesia). Forse in questo stato di disagio nascono le prime forme della poesia di Orazio, una poesia molto forte e violenta che si comprende conoscendo questa situazione di disagio; ci si riferisce alla poesia degli Epòdi. Nel 38 a.C. però Virgilio presenta il promettente Orazio a Mecenate, il quale fu profondamente colpito dalla sua personalità che lega umanamente i due. Mecenate così decide di accoglierlo nella sua cerchia di amici e addirittura Orazio diventa uno dei suoi consiglieri. Orazio morì all’età di 57 anni e per sua volontà testamentaria fu sepolto accanto a Mecenate.

Per quanto riguarda l’attività poetica di Orazio, esiste una poesia giovanile rappresentata dagli Epòdi o Iambi e questa è prodotta dal 42 a.C. fino al 31 a.C. La poesia degli Epòdi insieme alle Satire viene pubblicata nel 30 a.C. C’è poi una seconda stagione della poesia oraziana rappresentata dalle Odi e dalle Epistole.

Registrati via email