Ho innalzato un monumento

TESTO:
Ho innalzato un monumento più duraturo del bronzo
e più alto della regale mole delle piramidi;
non lo distruggerà né la pioggia che consuma,
né l’Aquilone sfrenato, o l’eterna
successione degli anni e la fuga del tempo.
Non morirò del tutto, e gran parte di me
sfuggirà a Libitina; crescerò sempre rinnovato
nella lode dei posteri, finché sul Campidoglio
salirà con la silenziosa vergine il pontefice.
Di me si dirà che, dove rumoreggia impetuoso l’Ofanto,
dove Dauno povero d’acque governò sui popoli
contadini, da umile condizione divenuto famoso,
per primo il carme eolico adattai
ai ritmi italici. Prendi per te l’orgoglio
acquistato col merito, Melpomene, e volentieri
cingi del lauro delfico la mia chioma.

Commento:
La funzione della poesia e il ruolo del poeta:
Orazio, consapevole del proprio ruolo, ha fiducia in sé e nella immortalità della propria fama: la poesia è un valore assoluto e il poeta è investito di una missione sacra: i suoi versi, ispirati da Melpomene e da Apollo, sono destinati a durare nei secoli (Di me si dirà...).
Il poeta rivendica di aver trasportato per primo nella lingua e nella metrica latina il carme eolico, cioè di aver ridato vita, a Roma, alla lirica greca; come è immortale il canto del poeta, così è glorioso e immortale il destino di Roma in seno alla quale i suoi versi sono nati (crescerà sempre rinnovato nella lode dei posteri, finché sul Campidoglio / salirà con la silenziosa vergine il pontefice).
Lessico solenne e sintassi complessa:
Il linguaggio è solenne e ricco di riferimenti storico-mitologici. La sintassi è complessa per l’uso dell’inversione cioè di una disposizione delle parole diversa dal normale (finché sul Campidoglio salirà con la silenziosa vergine il pontefice... cingi del lauro delfico la mia chioma).

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