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Età Giulio-Claudia - Poesia bucolica ed encomiastica


Calpurnio Siculo è un esponente di questo genere letterario. Di lui non sappiamo nulla al di fuori di quel poco che si può ricavare dal suo nome e dalle sue opere.
La sua collocazione nell'età di Nerone è dimostrata dalla allusione a questo princeps presente in alcune ecloghe: esse celebrano un imperatore giovane e bello, la cui assunzione all'impero viene fatta coincidere con il ritorno sulla Terra dell'aurea aetas.
Le altre ecloghe presentano situazioni e svolgono temi tradizionali della poesia bucolica: gare di canto ambientate in un paesaggio idilliaco, ameno, amori, rivalità e gelosie di pastori e descrizioni delle loro occupazioni agricole. Pur imitando Virgilio, Calpurnio cerca di variare manieristicamente il repertorio convenzionale della poesia bucolica introducendo nuovi temi, come la descrizione dell'anfiteatro e degli spettacoli offerti dal popolo all'imperatore e ai suoi collaboratori.
Sempre all'età neroniana risalgono due carmi bucolici, mutili e anonimi, ritrovati in un codice dell'abbazia benedettina di Einsiedeln nel 1869 e chiamati infatti Carmina Einsidlensia. Nel primo carme due pastori tessono le lodi di un imperatore, mentre nel secondo viene ripreso il tema della descrizione dell'età dell'oro.
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