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Caio Giulio Cesare e Ottaviano Augusto

Il passaggio istituzionale dalla repubblica al principato, è datato dal 43 a.C al 14 a.C; le ragioni che segnano questo passaggio, erano diverse; per esempio dopo la morte di Cesare i numerosi conflitti tra Ottaviano ed Antonio creavano timore nel popolo, inoltre l’incertezza nel domani, il bisogno di pacificazione, portarono a questo radicale cambiamento istituzionale.
Alla morte di Cesare, il quale non aveva eredi designò come suoi successori Ottaviano e Marco Antonio; nel 43 a.C Antonio decise di assediare il cesaricida Decimo Bruto (Cesare morì per mano dello stesso senato, che fece uccidere l’imperatore, con l’intento di ripristinare la Repubblica, ma fallì), così il senato gli mandò contro due consoli, ai quali si aggregò Ottaviano (erede per testamento); sconfitto Antonio, Ottaviano ottenne il consolato nel 43 a.C.
Alla fine del 43 a.C Ottaviano, Antonio e Lepido, stipularono il secondo triumvirato;
Tale accordo (triumvirato) fu spinto dal fatto che i rispettivi eserciti, poiché entrambi cesariani, avrebbero rifiutato di combattere tra loro.
Dopo la vittoria in Macedonia, dove l’esercito triumvirale uccise i cesaricidi Bruto e Cassio, Ottaviano e Antonio, procedettero ad una spartizione dell’impero, in tal modo Ottaviano ottenne l’Italia e la Spagna, Antonio le provincie orientali; così Antonio, allontanatosi da Roma, permise ad Ottaviano di "procedere" con i propri interessi.
Così, il partito di Antonio, rappresentato dalla moglie e dal fratello, per difendere Antonio ostacolò il piano di Ottaviano, da questo ne scaturì la guerra di Perugia, dalla quale ne uscì vincitore Ottaviano; con l’accordo di Brindisi, Ottaviano ed Antonio riconfermarono il triumvirato, emarginando sempre più Lepido.
Nel frattempo anche il prestigio di Antonio si stava indebolendo, a causa di una serie di fallimenti; così Ottaviano ricevette il consenso da parte del popolo di attaccare Antonio e la moglie Cleopatra, regina d’Egitto.
Nel 31 a.C, lo scontro di Anzio, vide la vittoria di Ottaviano e la fuga di Antonio e Cleopatra ad Alessandria, in Egitto, dove ambedue si diedero la morte l’anno successivo. Ed ecco che ebbe inizio un nuovo impero, capitanato da Ottaviano, che prende il nome di Augusto.
Durante il periodo di tempo in cui governa Augusto, compreso tra il 31 a.C e il 14 a.C, questi restaura i vecchi valori del “Mos Maiorum”, rivaluta la storia, incaricando Tito Livio di raccontare la storia di Roma (proprio a Livio dobbiamo la leggenda della lupa di Romolo e Remo); così si accostò al circolo di mecenate da cui emersero Virgilio e Orazio.
Il primo. Virgilio, scrisse un poema, L’Eneide dove vi è narrata l’origine della gens iulia, fondata leggendariamente da Enea, eroe figlio di Anchise e della Dea Venere; inoltre Enea proveniente anche da stirpe orientale, questo giustifica in qual modo il bisogno di voler conquistare l’oriente; in tal modo Ottaviano fa diffondere il pensiero della sua parentela divina, quindi l’Eneide nasce per ottenere il consenso politico.
Mentre Ottaviano incarica Orazio il quale scriveva inni, canti, celebrazioni … (per esempio, il “Carmen seculare”), per ottenere il consenso popolare ed ampliare la cultura.

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