Mito 120308 punti

I nomi dell'uomo romano

Il nostro nome è costituito da due elementi: il nome e il cognome (esempio Mauro Doria).

I cittadini romani avevano invece il nome formato da tre elememti:
- il praenomen = nome personale
- il nomen = nome della schiatta, del casato
- il cognomen = nome della famiglia

I prenomi, o nomi, personali erano di numero limitato e spesso si scrivevano abbreviati (mentre non si abbreviavano nè nomina nè cognomina, di cui c'era maggiore varietà). I prenomi e le loro abbreviazioni erano le seguenti:

Appius (App.) = Appio
Aulus (A.) = Aulo
Caius o Gaius (C.) = Caio, Gaio
Decimus (D.) = Decimo
Gnaeus o Cnaeus (Cn.) = Gneo
Lucius (L.) = Lucio
Manius (M'.) = Manio
Marcus (M.) = Marco
Numerius (N. o Num.) = Numerio
Publius (P.) = Publio
Quintus (Q.) = Quinto
Sextus (S. o Sex.) = Sesto

Tiberius (Ti. o Tib) = Tiberio
Titus (T.) = Tito

Il primogenito maschio assumeva il praenomen del padre: il figlio di Cicerone si chiamava anche lui Marcus Tullius Cicero.
La prima figlia femmina prendeva il proprio nome personale dal nomen del padre: la figlia di Cicerone si chiamava infatti Tullia.
Per i figli maschi successivi il praenomen veniva scelto tra quelli indicati sopra.
Per le femmine al nome derivato dal nomen della gens si aggiungeva un aggettivo: Maior (per la primogenita), Minor (per la secondogenita), Pulchra, ecc... .

Quando un individuo veniva adottato da un altro, cosa assai frequente nell'antica Roma, l'adottato assumeva il nome completo dell'adottante, cui aggiungeva come agnomen un aggettivo derivato dal proprio nomen: Lucius Aemilius Paulus, adottato da Publius Cornelio Scipio, assunse il nome do Publius Cornelio Scipio Aemilianus.
Altri agnomina derivano da nomi geografici dei luoghi in cui un generale aveva ottenuto vittorie: quel Publius Cornelio Scipio che adottò Emilio Paolo, dopo aver conquistato Cartagine, era stato soprannominato Africanus.

Registrati via email