Prologo del Miles Gloriosus

Il passo è tratto dal “Miles gloriosus”, opera dell'autore latino Tito Maccio Plauto.
Nel “Miles gloriosus” (Il soldato spaccone), Plauto narra di un soldato spaccone e vanaglorioso, Pirgopolinice, che brama la bella Filocomasio, che a sua volta ama il giovane Pleusicle, che ricambia il sentimento amoroso. Nella città di Efeso, sede dell'azione scenica, vivono anche il parassita Artotrogo, il servo Sceledro e l'ex servo di Pleusiche, Palestrione. Ed è proprio Palestrione a favorire le sorti di Pleusiche, prima escogitando un inganno per favorire gli incontri di lui con Filocomasio, allontanando poi Pirgopolinice da Filocomasio, facendogli credere falsamente che la moglie di un tale Periplectomeno si è invaghita di lui. Nel finale sono punite la vanità e la creduloneria del miles, che incorre nelle ire di Periplectomeno.
Il passo analizzato è il prologo dell'opera di Plauto, recitato dal servo Palestrione, l'ex schiavo di Pleusiche ed attuale schiavo del protagonista Pirgopolinice.


Analisi del testo

Il passo tratto dal “Miles gloriosus” si compone di due sequenze. La prima, dal settantanovesimo all'ottantacinquesimo verso, con il titolo “Ammonimento di Palestione verso gli spettatori”, espone le parole del servo del miles che invita il pubblico ad assistere mantenendo il silenzio. La seconda sequenza, dall'ottantaseiesimo al novantesimo verso, con il titolo “Il prologo del Miles gloriosus”, illustra le caratteristiche del protagonista della commedia, Pirgopolinice. Egli è descritto come un smargiasso, sfacciato, schifoso, un collezionista di spergiuri e d'adulteri e uno sbeffeggiato da tutti. Inoltre si fa' riferimento anche al personaggio che recita il prologo, Palestione. Egli, infatti, è da poco passato al servizio di Pirgopolinice.
Nel passo si fa riferimento all'originale greco da cui dipende l'opera di Plauto: l'Alazon ( Il vanitoso), di cui però non è noto l'autore. Tale menzione evidenzia la capacità di Plauto nel desumere spunti da contesti diversi per usarli poi nelle sue commedie con finalità diverse.
La commedia è ambientata ad Efeso, una città greco-orientale, perché le caratteristiche dei personaggi sono estranee alla popolazione romana, perciò sarebbe stato impossibile ambientare l'opera in una città Romana, tra personaggi romani.
Nel passo “L'agomento del miles gloriosus” sono presenti numerosi elementi di contatto con il sermo cotidianus: (vv. 89-90) abiit – gloriosus – inpudens – stercoreus – plenus periuri atque adulteri.


Interpretazione e approfondimenti

In Plauto il prologo svolge la funzione di esporre l'antefatto. Questo è pronunciato o da una divinità, da un personaggio della commedia oppure dal prologus stesso. Nel prologo viene citato il modello greco di riferimento e lo stile è sempre piano, semplice e lineare e a volte già presenta lazzi e battute salaci. Riguardo alcuni prologhi i critici pensano che questi non siano stati scritti da Plauto, ma aggiunti nei secoli successivi.
Il prologo del “Miles gloriosus” è recitato dal servo, una delle maschere fisse riprese dall'atellana. Nell'opera il servo assume una funzione particolare, non esaltando i valori morali, di cui Plauto non si interessa.
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