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PLAUTO
Tito Maccio Plauto nasce tra il 255 e il 251 a.C. a Sàrsina, e muore nel 184 a.C. Famoso come attore di atellane, la sua produzione letteraria si colloca nel periodo successivo alla seconda guerra punica, durante il quale a Roma convivevano due processi opposti, uno che dava inizio ad un processo di ellenizzazione e l’altro che invece prospettava un tentativo di chiusura verso il mondo greco. La commedia di plauto ha proprio questo come sfondo generale: la rappresentazione caricaturale del mondo ellenistico.
Si accosta al genere letterario della palliata, rielaborando le opere appartenenti alla Commedia Nuova ellenistica ma secondo la mentalità e le aspettative proprie del pubblico romano, utilizzava, quindi, la tecnica della contaminatio. Lo ricerca continua di Plauto verteva sulla risata facile e sonora, ottenuta attraverso equivoci, doppi sensi, ecc. Nella sua commedia l’azione si sviluppa in scene dialogate o monologhi, dette deverbia, e scene più intense nelle quali interveniva la musica, dette cantica. Vi erano anche parti cantate dette mutatis modis cantica.

Scrisse numerose opere a noi giunte circa 130, ma non tutte integre. Si possono suddividere in sei gruppi:

- Le commedie della beffa, l’“Asinaria”(vittima un anziano padre che contende al figlio l’amore di una giovane, senza avere successo), la “Casina”(stesso tema ma il vecchio troverà un ragazzo travestito da donna nel suo letto), il “Persa”;

- Le commedie del romanzesco (temi dell’avventura e del viaggio), il “Mercator” (un ragazzo porta a casa una schiava di cui si innamora anche il vecchio padre), la “Mostellaria” (un giovane approfittando di un lungo viaggio del padre, dissipa gran parte del patrimonio. Il ritorno improvviso del padre costringe l’astuto servo del giovane a escogitare una serie d’inganni che però non serviranno);

- Le commedie dell’agnizione (riconoscimento finale), la “Cistellaria” (una cesta permetterà il riconoscimento come libera cittadina di una ragazza creduta schiava e amata dal protagonista), il “Poenulus”, l’“Epidicus”(i raggiri del servo portano a scoprire che delle due amanti del padrone una delle due è la sorella);

- Le commedie dei sosia (gioco delle somiglianze), i “Menaechmi” (una coppia di gemelli che ignorano ciascuno l’esistenza dell’altro);
- Le commedie della caricatura, lo “Pseudololus” (uno schiavo aiuta il padrone a sottrarre la giovane amante a un lenone, il servo riesce ad architettare un piano astuto per recuperare la fanciulla e i soldi per essa spesi), il “Miles Gloriosus” (il rapimento di una giovane cortigiana e dello schiavo dell’amante della giovante. Grazie al servo riusciranno a liberarsi);

- Le commedie composite (nelle quali compaiono contemporaneamente alcuni motivi già considerati), l’“Aularia”(un vecchio avaro nasconde una pentola d’oro per paura che gli possa essere sottratta, ma è casualmente scoperto dal servo dell’amante della figlia che ruba la pentola e si paga la libertà).

Come si nota poggiano su schemi ripetitivi e prevedibili, anche i personaggi sono individuabili come vere e proprie maschere fisse: il vecchio, il giovane amante, la cortigiana, il ruffiano, il servo scaltro, il servo fedele e che si muove di corsa, la donna sposata, il soldato fanfarone, il parassita. Il servo si trasforma da semplice aiutante in vero e proprio protagonista, ed è in questo che consiste il rovesciamento carnevalesco, ovvero rappresentando una realtà capovolta. Obiettivo principale dell’autore è quello di coinvolgere il pubblico, per fare questo crea una situazione di teatro nel teatro (metateatro).
Inoltre molto frequenti sono anche i lunghi inserti di argomento mitologico e storico, la tendenza a personificare le cose inanimate, e quella di allungare dialoghi e monologhi con lunghi scambi di insulti o battute.
Dal punto di vista lessicale, la lingua platina di basa sul linguaggio della quotidianità, caratterizzato anche da numerosi arcaismi, neologismi, figure retoriche e grecismi.

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