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Tito Maccio Plauto
Commediografo latino.
Sulla sua vita si hanno scarse notizie, probabilmente leggendarie.
Secondo alcuni, Plauto era un attore girovago; investiti i guadagni della sua attività teatrale in rischiose operazioni commerciali, perse tutto e fu costretto a lavorare alla macina di un mulino. Nel tempo sottratto al lavoro iniziò a scrivere alcune commedie, attività in cui eccelse e che che gli avrebbe procurato la fama di massimo commediografo della letteratura latina. Dei 130 testi teatrali attribuitigli, si certificò l'autenticità di 21 commedie, giunte complete fino a noi a parte una, la Vidularia, di cui resta un solo frammento di un centinaio di versi.
Le trame delle commedie di Plauto erano direttamente ispirate ai modelli greci; queste venivano da lui rielaborate con assoluta libertà e con un ritmo comico straordinario. Gli intrecci presentano di solito storie d'amore complicate da tranelli, fraintendimenti ed espedienti furbeschi. I protagonisti delle commedie di Plauto sono generalmente personaggi privi di sfumature psicologiche: tra i "tipi" più ricorrenti, esemplari sono il soldato spaccone, il bugiardo, l'avaro, lo schiavo astuto, il parassita. Le sue commedie più note sono: La commedia degli asini, La commedia della pentola, Le Bacchidi, Il soldato spaccone ecc.

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