Ominide 111 punti

Prima di dedicarsi alla composizione delle sue commedie Plauto ebbe una grande fama come attore di farse atellane; proprio a questa attività si riferisce il nome Maccius, affine alla maschera di Maccus, lo sciocco che spesso compare nelle atellane.

Plauto fu il primo autore latino che si dedicò a un unico genere letterario, la commedia palliata. Il successo che riscosse come commediografo fu tale che a Roma circolavano a suo nome ben 130 commedie. Tra queste, Varrone (uno studioso vissuto nel I secolo a.C.) ne individuò 21 autentiche.

Le commedie plautine si possono distinguere in cinque gruppi:
- le commedie della beffa di cui fanno parte Asinaria, Casina, Mostellaria, Persa e Pseudolus. Il tema centrale è la beffa di cui l’organizzatore è solitamente il servo astuto;
- le commedie del romanzesco Captivi, Mercator e Trinummus; i temi più evidenti sono quelli dell’avventura e del viaggio. Ad esempio in "Captivi" si mette in scena il dolore di un padre che ha perso due figli, il primo in un rapimento e il secondo come prigioniero di guerra. Solo dopo numerose avventure i giovani ritrovarono il padre. In Trinummus, in assenza del padre un giovane sperpera il patrimonio familiare, privando la sorella della dote. Sarà un amico del padre a risolvere la situazione.

- le commedie dell’agnizione di cui fanno parte Cistellaria, Epidicus, Poenulus e Rudens; l’elemento caratterizzante è il riconoscimento finale, quando viene scoperta la vera identità di un personaggio, il riconoscimento serve a garantire un lieto fine;
- le commedie dei sosia di cui fanno parte Menaechmi, Bacchides e l’Amphitruo, sono costruite sul gioco delle somiglianze e sul tema del doppio;
- le commedie dei caratteri di cui fanno parte Truculentus e Aulularia; in queste opere i personaggi sono rappresentati in modo più approfondito.

Tutte le trame delle sue opere si ripetono secondo uno schema lineare:
- conflitto iniziale tra due personaggi in cui uno cerca di sottrarre denaro o una donna all’altro;
- inganno e trasgressione di norme morali e giuridiche, poiché il proprietario non vuole cedere i propri beni;
- crisi, soluzione e lieto fine. La trasgressione crea un temporaneo momento di crisi, che finisce con un lieto fine in cui viene riconosciuta l’appartenenza del bene che ora lo detiene.

Plauto presenta figure immediatamente riconoscibili dal pubblico tra cui il vecchio (senex), un pater familias, attaccato alle tradizioni, spesso tormentato da una moglie ricca e bisbetica. A volte questi vecchi tentano delle avventure con delle giovani meretrici, divenendo così rivali dei propri figli. Ci sono poi i vecchi allegri che si dedicano alla bella vita e che aiutano la coppia di innamorati presi in questione. C’è poi il giovane amante che spesso si innamora di una meretrice al servizio di un ruffiano. È proprio quest’ultimo l’antagonista del giovane amante, ossia il proprietario delle meretrici.

La figura più frequente e vivace delle commedie plautine è quella dello schiavo che resta fedele al suo padrone e cerca di aiutare il giovane amante, diventa quasi sempre il personaggio principale. Sono personaggi secondari la donna sposata, la madre di famiglia autoritaria e il parassita scroccone che si mette al servizio di un altro personaggio per ottenere cibo e protezione.

Quando iniziò il processo di ellenizzazione della cultura romana i romani non riproposero le opere greche tali e uguali ma le adattarono alla loro mentalità e alle loro esigenze. Questo sistema era necessario soprattutto per il teatro, che si rivolgeva ad un pubblico con una vasta cultura. Plauto adattò i modelli greci per un nuovo pubblico latino, tradusse i testi, ampliandoli o tagliandoli. Questo procedimento definito "traduzione artistica" era necessario per le opere teatrali perché doveva essere un successo immediato. Il nuovo pubblico andava conquistato con una comicità diretta, immediata e coinvolgente. Plauto riuscì ad ottenere un intreccio più complesso e serrato utilizzando spesso la contaminatio, cioè fondendo insieme trame di più opere greche. Inietta in questi testi la robusta comicità della farsa atellana (battute, insulti e doppi sensi), con uno spirito italico. Inoltre l’azione delle sue commedie procede senza interruzioni, evitando le pause e sviluppa gli interventi musicali. L’azione si sviluppa con scene dialogate e con recitativi accompagnati dalla musica.

La commedia di Plauto acquistò un variegato aspetto musicale. A differenza delle commedie ellenistiche che erano basate soprattutto sui dialoghi tra i protagonisti e sul contrasto dei caratteri, in Plauto invece predomina la costruzione divertita di caricature fantasiose. Quando l’illusione teatrale si rompe, e l’attore si mette a parlare di sé e del suo personaggio, stiamo parlando di metateatro, ovvero il teatro che gioca con il teatro stesso.

Nel teatro di Plauto è assente la volontà di rappresentare realisticamente la società romana del tempo. Non si nota una presa di posizione politica, magari per i suoi timori o per la sua scelta di far ridere rappresentando la realtà in forma capovolta. Plauto utilizza una lingua vicina al latino arcaico e in particolare si basa sul sermo familiaris, ossia il linguaggio della quotidianità, è però un prodotto artificiale fatto di arcaismi, neologismi e grecismi.

Hai bisogno di aiuto in Arcaica?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email