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Il Teatro e Plauto (III secolo a.C.)

Plauto è il grande creatore del Teatro Romano, che poteva essere visto dai cittadini Romani come un momento di svago e divertimento.
Nasce a Sarsina (in Umbria), del resto della sua vita si sa molto poco.
Egli nasce da una famiglia contadina, per questo nella sua vita affronta dei gravi problemi economici.
Negli ultimi anni della sua vita divenne famoso grazie a delle Scene Comiche nel Teatro da lui inventato. La sua Matrice (Sviluppo Culturale) è puramente Latina.
Il Teatro, comunque, nacque grazie ai Greci, difatti inizialmente i Romani si esibivano in strada con i Fescennini e le Atellane.
Plauto porta i caratteri della Commedia Greca nella sua forma di Teatro.

Plauto per il suo Teatro prende spunto dal Teatro Ellenico di Meandro, filone più comico con battute e prese in giro; l'altro filone del Teatro Ellenico è quello di Aristofale, filone sempre comico, ma allo stesso tempo riflessivo.

Plauto segue questo filone comico, proprio perché il cittadino Romano è più propenso alla comicità rispetto a quello Greco (più riflessivo).

Molte Commedie di Plauto venivano censurate a causa della presenza al loro intero di atti sessuali o altri atti esagerati, soprattutto violenti.

Le Opere di Plauto

Plauto scrisse le "Palliate" (da "Pallium" l'abito usato dagli Attori Greci), Commedie di grande successo, nelle quali vengono presi in giro i Costumi Greci.

Le Palliate si suddividono in:

_Commedie della Beffa: le meglio riuscite di Plauto, nelle quali il pubblico interagisce con gli Attori in maniera diretta

_Commedie del Romanzesco: in queste commedie appaiono i temi dell'avventura e del viaggio. É molto ricorrente la figura del "Capivus" (prigioniero), ma anche del Mercante o del semplice vecchio o giovane.

_Commedie dell'Agnizione: commedie che presentano lo Scambio di Persona e solo alla fine della commedia vengono rivelate le identità dei personaggi.

_Commedie dei Sosia: sono i Menaechmi, i Bacchides e l'Amphitruo; solo le commedie piu divertenti di Plauto.

_Commedie dei Caratteri: in queste commedie ogni personaggio ha un ruolo ben preciso ed è descritto mediante il proprio carattere (queste commedie nonostante siano comiche fanno anche riflettere).

Tutte le sue Commedie comunque sono molto ripetitive, ma è ciò che vuole il Popolo Romano, che si diverte con le Commedie Ripetitive.

Plauto nelle sue Commedie inserisce vari personaggi, che sono solitamente ricorrenti in ogni sua rappresentazione, questi sono:

_il Vecchio (Senex), che può essere Avaro (Senex Severus, legato alla tradizione romana) o Lepidus, ciò in cerca della bella vita;

_il Ragazzo (Adulescens), che può combattere e che quindi prevale sempre sul vecchio;

_la Cortigiana (Meretrix), svolge i servizi per conto del migliore offerente;

_la Donna Sposata (Matrona), considerata vecchia e non più utile dopo la procreazione;

_il Servo Scaltro (Servus Callius), aiuta il Ragazzo (Adulescens);

_il Servo (Servo Currens), fa il messaggero;

_l'Antagonista dell'Adulescens (Leno);

_Parassita (Parasitus), si mette al servizio di un altro personaggio per ottenere protezione e per scroccare cibo.

-Modelli e Originilità delle Opere di Plauto-

Plauto aggiunge anche la musica nelle sue Commedie.
Si distinguono tre momenti della Commedia Plautina:
_Deverbia: sono Dialoghi o Monologhi
_Cantica: è una Recitazione con Musica
_Momento Unicamente Musicale

Caratteristica principale del Teatro Plautino è il Metateatro, quando il pubblico interagisce direttamente con gli attori (e quindi con la commedia); Plauto usa questa tecnica in modo da far coinvolgere il pubblico, anche se non completamente. Anche Pirandello userà questa tecnica.
-Lo Stile e il Linguaggio di Plauto-

Plauto usa un linguaggio Arcaico, quindi non un Latino aulico, usa anche dei Grecismi.
Solitamente il nome di un personaggio si riferisce al suo carattere o comunque a delle sue caratteristiche, come Euclione, personaggio dell’Aulularia, il cui nome significa “con la chiave”.

La Mostellaria

La Mostellaria è una Commedia di Plauto, appartenente alle Commedie della Beffa, in cui si parla di un giovane ragazzo che si da ai piaceri sfrenati aiutato da uno schiavo del padre.
I Personaggi sono:

_Filolachete: il giovane protagonista, figlio di Teopropide;

_Teopropide: il vecchio, padre di Filolachete, il cui nome significa “vecchio moralista”;

_Tranione: il servo scaltro, aiuta il protagonista a divertirsi e a scappare dall’ira del padre;

_Filemazia: amante di Filolachete;

_Saferio: servus currens, ossia il servo non abile.

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