Persa («Il persiano»)
Lo schiavo Tòssio, in assenza del padrone, fa l’amore con Lenmiselènide, una cortigiana. Essa è soggetta ad un ruffiano, Dòrdalo, e per riscattarla occorre del denaro. Sagaristiòne, un altro schiavo, generosamente glielo fornisce (stornando a questo scopo una somma ricevuta dal padrone per certi acquisti) e Tossilo riscatta l’amata. Nel frattempo, però, ha ordito un inganno per recuperare il denaro sborsato. Fa vestire in modo esotico la figlia di Saturiòne, un parassita suo amico, e finge che sia una schiava invia— tagli dal padrone che sta in Arabia (Sagaristione, travestito da persiano, è l’accompagnatore). Dordalo, a cui la ragazza è mostrata, abbocca, e sborsa per averla una cifra molto superiore a quella ricevuta per Lemniselenide. Dopo di che arriva Saturione che, dopo il riconoscimento fra padre e figlia, minaccia di portare in tribunale Dordalo per aver fatto commercio di donne libere. Tossilo, con Lemniselenide e i suoi compari, festeggia banchettando davanti a casa e il ruffiano, in aggiunta ai danni, si prende anche una bella razione di beffe.

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