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GNEO NEVIO
VITA
Gneo Nevio, di origine campana, sembra fosse un plebeo di nascita, ciò è da considerarsi una rarità visto che furono pochi i letterati a Roma di origini plebee. Combattè nella prima guerra punica (264-241). Un anti-nobiliare, si scagliò dapprima contro la potente famiglia dei Metelli, che lo minacciarono, e poi venne incarcerato per certe allusioni presenti nei suoi drammi. Morì probabilmente in esilio nel 201-204, lasciando una diffusa fama letteraria.

OPERE
Compose numerose tragedie (di cui abbiamo solo sette titoli) e commedie (di cui ne abbiamo ben 28). Tra le tragedie abbiamo due praetexte, il Romulus e il Clastidium, mentre per le commedie l'opera più importante fù il Bellum Poenicum, un omaggio alla poetica ellenistica, diviso in saturni, che doveva contenere 4000-5000 versi, di cui ce ne sono pervenuti soltanto una sessantina. Il poema narra della storia di Enea che arriva nel lazio, e la storia della prima guerra punica, che lo stesso Nevio aveva vissuto.

FONTI
Poche sono le notizie che abbiamo di lui. Plauto parla di un “poeta incarcerato e costretto al silenzio”, e molto probabilmente si trattava di Nevio. E’ invece certa la notizia delle ostilità contro il potente clan dei Metelli e della sua incarcerazione.

TRA MITO E STORIA
L’impegno di Nevio
Nevio fù il primo letterato latino di nazionalità romana (Andronico era infatti greco). Spesso connesso ad eventi storici e politici, sia per scelta personale che per scelta letteraria. E’ l’unico in età medio-repubblicana che prenda parte autonoma e attiva davanti agli avvenimenti politici.

Il racconto “mitico” delle origini di Roma
Il Bellum Poenicum ha dei marcati caratteri di originalità. Il suo racconto affonda nella preistoria della Roma arcaica fino ad arrivare ai fatti più contemporanei del periodo, la guerra punica. Narra con una certa ampiezza la vicenda di Enea, per questo in Nevio abbiamo uno strato letterario “omerico”. Dando un certo risalto all’intervento divino nelle vicende di Enea, Nevio voleva intendere l’ascesa di Roma con una sorte di visuale cosmica e divina, nutrita ovviamente dalla cultura greca.

Roma e Cartagine
Il racconto aveva però una struttura portante, ovvero gli eventi storici che lo caratterizzano, come ad esempio la guerra punica. Non sappiamo se i due strati (enea - guerra punica) fossero connessi tra loro. Sicuro è che non c’era alcuna narrazione continua, ma bensì fatta a “blocchi”.
Nevio è stato probabilmente un profondo conoscitore della poesia greca. Il Bellum Poenicum infatti presuppone Omero e la tradizione ellenistica del poema storico-celebrativo. L’idea di incrociare una storia di viaggi con una storia di guerre sembra voglia far coincidere con l’Illiade e l’Odissea.

LO STILE - Le figure di suono
Originale fù in Nevio la mescolanza tra cultura ellenistica ed ispirazione nazionale. Ripetizioni, alliterazioni e assonanze tendono a formare la struttura portante del verso e, nelle ripetizioni foniche, il saturnio (verso considerato debole ed irregolare dai letterati romani) trovava la sua armatura formale.

LO STILE - Il confronto con il linguaggio epico greco e quello storiografico

La sperimentazione di un nuovo linguaggio poetico avvenne in due direzioni principali.
La sezione “mitica”, e quella “storica”. Sulla prima, Nevio sperimenta nei suoi versi nuovi costrutti, arricchendo il lessico e attenendosi alla dizione omerica.
Per la seconda invece, Nevio adatta il suo linguaggio poetico alla narrazione continua, così che realtà non ancora “cantate” in poesia, trovarono uno stile nuovo quasi sempre segnato da una ricerca formale.

Il Bellum Poenicum opera sperimentale
L’opera si presenta come una sorta di “sperimentazione”, dove le diverse componenti stilistiche non trovano uno stabile equilibrio.

Le cothurnate di Nevio
Nevio compose alcune tragedie mitologiche, alcune legate al ciclo troiano. Le più importanti furono Equos Troianus e Danae a cui si riallacciò l’Hector proficiscens (Ettore che parte per l’ultimo duello con Achille) e l’Iphigenia. Una tragedia molto significativa fu anche il Lycurgus, che trattava del culto di Dioniso.

Nevio comico e la nascita della togata

Tra i testi comici più importanti di Nevio ricordiamo la Tarentilla (La ragazza di Taranto), ovvero il ritratto di una ragazza civettona. Prevale nell’opera una colorita inventiva verbale.Le sue opere contenevano però attacchi personali a personaggi politici, e Nevio pagò caro il suo anticonformismo tanto che il teatro comico latino fù emarginato dalla vita politica Romana.

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