Gneo Nevio


Sulla vita di Nevio non si hanno molte notizie, anche perché, essendo il più antico poeta latino, le sue note biografiche non si sono conservate nel tempo. L'unica certezza è che deve essere nato prima del 264 a.C. poiché partecipò alla prima guerra punica della quale raccontò nel suo poema epico storico "Carmen Belli Poenici".
Nevio muore nel 206 a.C. molto probabilmente in Africa, durante la spedizione della seconda guerra punica.

Nevio è importante per due motivi:
- è l'inventore della praetexta (ovvero della tragedia in ambientazione romana)
- è l'iniziatore dell'epica storica latina.

I suoi componimenti teatrali si possono dividere in tre gruppi:

1) Tragedie greche
Sono tragedie con ambientazione greca della quale ci rimangono solo frammenti. Ricordiamo il Lucurgus, tragedia che racconta di un episodio relativo all'introduzione del culto dionisiaco: il re della Tracia Lucurgo caccia Dionisio e tutti i baccanti, seguaci del dio, dalla reggia. Dionisio si vendica uccidendo Lucurgo e bruciando la sua reggia.

All'epoca di Nevio erano molto diffusi i riti bacchici e forse è per questa ragione che Nevio decise di scrivere una tragedia su questo argomento.

2) Praetextae
Le tragedie con ambientazione romana, chiamate praetextae a causa dell'omonima toga orlata di porpora che indossavano gli altri magistrati, sono un'innovazione, come già accennato, dello stesso Nevio. Le più famose scritte da Nevio sono: il Romulus, che metteva in scena le vicende leggendarie delle origini di Roma; e il Clastidium, dedicato all'esaltazione della vittoria dei Romani sui Galli nell'anno 222 a.C.. Probabilmente quest'ultima tragedia è stata messa in scena durante i ludi funebris del generale Marco Claudio Marcello che guidava a Casteggio l'esercito romano.

3) Commedia
Per quanto riguarda la commedia, Nevio la sfrutta maggiormente per prendere in giro i personaggi più potenti. In alcuni frammenti che ci sono rimasti, ad esempio, abbiamo prese in giro da parte di Nevio verso la famiglia dei Metelli. Un frammento dice:
Fato Metelli Romae fiunt consules e può avere duplice traduzione, infatti fato può avere un'accezione neutra traducibile con "destino", ma anche un'accezione negativa, traducibile con "disgrazia". I Metelli non la presero bene e dovettero interpretare il frammento negativamente perché mandarono lo stesso Nevio in prigione.

Per quanto riguarda l'epica storica latina ricordiamo la più importante opera di Nevio, ovvero Carmen Belli Poenici. In essi Nevio scrive sia a carattere storico, citando e spiegando i vari eventi realmente accaduti, sia a carattere mitologico, inserendo il mito di Enea tramite varie interruzioni, della prima guerra punica.

Proprio a causa della presenza di Enea si notano varie analogie con l'Eneide virgiliana, ad esempio una tempesta che fa naufragare lo stesso Enea; la presenza di Didone e il loro infelice amore, che Nevio pone come àiton ("causa", in greco, cioè spiegazione dell'origine) di quella guerra punica che era l'argomento principale del poema.

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