Gneo Nevio

Nasce nel 275/270 a.C. in Campania, probabilmente a Capua, città sine suffragio ovvero che fa parte dell’Impero ma non ha diritto di voto. È un uomo libero fiero delle origini italiche. Si trasferisce a Roma e partecipa alla vita politica. Partecipa alla Prima Guerra Punica. Scrive un verso nei confronti dei Metelli e tale verso gli creerà problemi: “Metelli Romaeconsulesfiunt fato”. I Metelli in risposta fanno scrivere e affiggere la frase “Metelli malumdebuntpoetae Nevio” e lo fanno imprigionare. Quando esce dal carcere segue Scipione in guerra e qui muore.
Compone opere di generi letterari diversi:
• Tragedie (Nevio fu apprezzato soprattutto come commediografo, ci rimangono solo poche delle sue tragedie):
Lucurgus: Cothurnata (Tragedia di ambientazione greca)
Romulus e Clastidium: Praetextae (Tragedia di ambientazione Romana) – Clastidium parla della vittoria dei Romani a Casteggio contro i Galli Insubri
• Commedie:

Scrisse palliate ( di ambiente greco) e togate (di ambiente romano). E’ Nevio a introdurre quest’ultimo genere. Si richiama alla tradizione italica, soprattutto all’atellana. I caratteri dei personaggi sono rappresentati bene. Il linguaggio è vivace e ricco di figure retoriche. Inserisce la figura del servo. Tra le commedie di Nevio si ricordano Apella e Tarentilla.
• Poema epico-storico:
Bellum Poemicum: poema epico-storico al cui centro c’è un episodio storico ma è ancora molto utilizzato il mito. Il genere deriva dalla commistione del genere epico greco e dell’esperienza dei carmina convivalia. Narra della Prima Guerra Punica, sui cui si innesta il mito di Enea come progenitore della stirpe romana ed esempio del mosmaiorum. La celebrazione di Enea è celebrazione di Roma.
Il mito di Enea si trova nei primi 3 libri (Archeologia), fase più antica della storia e a metà (Medias res) come “flashback”: parlando del frontone del tempio di Zeus ad Agrigento che parla della distruzione di Troia si rimanda al mito di Enea.
“Archeologia”: parte più coinvolgente; il modello è l’Odissea; lo stile è epico (solenne); ha pathos narrativo (tende a soffermarsi sugli episodi più drammatici).
“Narrazione storica”: parte meno coinvolgente, monotona; il modello è l’Iliade; è influenzata dalla tradizione preletteraria; lo stile è epigrafico; la narrazione è essenziale e scarna.
Con l’intera opera introduce il Codice epico romano: mostra sempre l’esercito romano che combatte e mai nessuno in particolare (moltitudine di soldati). Non si deve combattere per la gloria personale ma per la patria, altrimenti si commetterebbe uno “stuprum” (atto vergognoso)
Poema epico-storico realizzato come carmen continuum, cioè poema inteso come unico canto. Lampadione lo dividerà poi in 7 libri. A noi sono arrivati una cinquantina di versi su 5000.
Stile: Nevio utilizza come verso il saturno. Il linguaggio è arcaicizzante, fa riferimento a termini dell’antica preletteratura romana.

Hai bisogno di aiuto in Arcaica?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email