Sapiens 2037 punti

La nascita della letteratura latina

La letteratura latina nasce nel 240a.C, con uno schiavo, Livio Andronico, proveniente da Taranto, che aveva fatto rappresentare un testo scenico in lingua latina, forse una tragedia. I romani si vergognavano dei primi tentativi letterari e cercavano un poeta (Ennio) da opporre ad Omero (iniziatore della letteratura Greca).
La letteratura latina nasce dunque come traduzione di quella Greca. Livio Andronico traduce l'Odissea. La traduzione dal Greco al latino è un grande addestramento ai procedimenti più sofisticati della letteratura. Così la caratterizzazione degli stili, l'allusione e l'imitazione.
Le prime attestazioni del latino scritto furono:

1) Fibula Praenestina (spilla)
2) La Cista Ficoroni (vaso di bronzo)

L'uso della scrittura era usato per:

- Registrazione di leggi
- Trattati
- Patti internazionali
- Momenti di vita pratica

Veniva usata anche per i Fasti, che erano documenti che designavano l'ordine del calendario che ogni anna i pontefici stabilivano. Si dividevano in Dies Fasti (giorni di faccnde pubbliche) e Dies Nefasti (di non faccende pubbliche). I Fasti divennero in seguito:

-Fasti consulares= liste dei magistrati nominati anno per anno
-Fasti pontificales = liste dei pontefici nominati anno per anno
-Fasti triumphales = trionfi militari ottenuti dai magistrati in carica

Si crea la Tabula Dealbata, una tavola bianca dove vi erano scritti, oltre ai nomi dei magistrati dell'anno, date di trattati, dichiarazioni di guerra, fatti prodigiosi o cataclismi naturali. Questa la scriveva il pontefice massimo e diventa poi gli Annales, vera memoria dello stato Romano.

Nascono i Carmina, canti caratterizzati da ripetizioni foniche e morfologiche (in lingua arcaica). Erano usati per sentenze solenni, proverbi,preghiere, giuramenti, profezie e scongiuri.

Nascono gli Elogia, iscrizioni celebrate di uomini illustri.

I carmina diventano Carmina Religiosi e vengono divisi in:

- Arvali, canti di frati arvali
- Saliari, canti dei sacerdoti dei salii

I carmina lasciano un segno indelebile nella letteratura latina che la contraddistingue da quella greca.

C'erano infine anche i Versi Fescennini, usati per scacciare il malocchio e la cattiva sorte.

Registrati via email