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Lucilio
Scrive prevalentemente satire caratterizzate da un'aggressività polemica. Vuole dare una visione vive concreta dell'umanità e raggiungere una completa autonomia di giudizio senza condizionamenti imposti dall'antica tradizione.
Vita
Nasce in Campania nel 180 a.C. e muore a Napoli nel 102. Proveniva da una famiglia molto ricca e potente ma nonostante questo rifiutò alla vita politica e preferì una vita colta e agiata. Non si sposò mai. Partecipò solo due volte alla vita politica (perché accusato di aver fatto pascolare il suo bestiame sul territorio demaniale e a causa della spedizione romana contro Numanzia.) Frequentava i più grandi personaggi del tempo e grazie alla sua condizione sociale strinse con essi forti amicizie.
Saturae
Lucilio si può considerare un punto di passaggio tra due periodi infatti verso la metà del II secolo cominciò una ricerca verso nuovi generi letterari più romani. In teatro prevalgono la togata e la atellana mentre Lucilio si dedica esclusivamente alla satira a cui diede un assetto definitivo. I romani distinguevano due generi nella satira latina uno più variegato (Ennio), e uno più unitario e aggressivo (Lucilio). Quest'ultimo si differenzia per l'uso dell'"esametro" e per la maggiore forza della polemica. La parola satura indica, in letteratura, varietà di motivi contenutistici, forme metriche e stilistiche. Nell'edizione completa delle opere di Lucilio ci sono prima i componimenti in esametri, poi quegli distici, poi i metri vari. Non viene rispettato un ordine cronologico (l'esametro dovrebbe essere alla fine, i distici [esametri e pentametri] a metà, i versi vari all'inizio). L'opera di Lucilio però è quasi interamente perduta ma dai frammenti si ha l'impressione di un continuo saltare da un argomento all'altro. Di alcuni libri conosciamo solo il titolo e l'argomento.

1. un concilio degli dei.
2. L'azione giudiziaria promosso contro l'amico di Lucilio.
3. Il viaggio in Sicilia.
5. Una lettera.
9. Discussione su questioni letterarie.
10. Un lussuoso banchetto.
26-30. La poetica di Lucilio.

Nelle sue satire si trovano discorsi filosofici considerazioni e note autobiografiche. La novità è il carattere duramente aggressivo contro singoli individui. Di grande importanza ebbe l'amicizia con Scipione l'Emiliano e il suo gruppo composto da persone dell'aristocrazia romana (circolo degli Scipioni). Un tempo con "circolo degli Scipioni" si indicava solo questo gruppo oggi ci si è resi conto che in realtà non ha mai esistito a Roma un vero proprio partito.
Con Lucilio i comportamenti vengono discussi con spirito critico basato su riflessioni filosofiche greche. Inoltre questo autore scrive su argomenti mai trattati prima ad esempio la vita quotidiana di tutti gli strati sociali. Secondo Lucilio la poesia epica tragica rispecchia un mondo fittizio di personaggi improbabili e di modelli perfetti.

Stile
Personale ed esuberante, libero da ogni conformismo letterario. Si varia dal volgare a una lingua tecnica cercando di adattarsi alla verità dei fatti quotidiani. Con la sua creatività linguistica a volte ricorda Plauto. Lucilio non usa l'alliterazione. L'uso frequente delle stesse parole rispecchia le lingua della conversazione riproponendo stile umile discorsivo.
La letteratura dagli Gracchi a Silla
Nel periodo compreso tra il tribunato di Tiberio e la dittatura di Silla ci furono molte lotte politiche e sociali e coloro che si dedicavano all'attività letteraria venivano messi da parte più di scrittori dell'epoca successiva. I cavalieri volevano maggiore potere politico e i "nuovi poveri" erano arrivati a Roma in cerca di fortuna e non si rassegnavano a non contare più nulla politicamente. I Gracchi (nobilitas) si erano guadagnati l'appoggio del proletariato e dei cavalieri e volevano anche quello dei piccoli proprietari. Ma i populares riuscirà ad eleggere Mario che aprì l'esercito ai nullatenenti.
Oratoria
La retorica alla disciplina che insegna ad organizzare un discorso in maniera efficace. Quindi nella vita politica è indispensabile perché ne di assemblea il cittadino ascoltava gli oratori e in base a questo li eleggeva. Ma non ci sono pervenuti molti frammenti così si fa credere a fronte dell'opera di Cicerone che nel Brutus racconta appunto dell'eloquenza romana: i due fratelli Gracchi usavano due tecniche diverse. Tiberio argomentazione razionale, calma, composta e il suo discorso nasceva dall'analisi di un problema. Gaio eccitava i sentimenti e aveva un modo di parlare conciliato e drammatico.
Gli optimates invece avevano stile elegante, misurato e cercavano di mantenere l'ordine.

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