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Livio Andronico
Nato intorno al 280 a.C. Livio era un greco di Taranto; conclusa la guerra con questa città da parte di Quinto Fabio Massimo, fu portato a Roma da Livio Salinatore. Fu maestro di scuola e poeta, e la sua notorietà divenne tale che nel 240 a.C., in occasione dei Ludi Romani, fu messa in scena una sua fabula. Morì probabilmente verso la fine del secolo.
Di Andronico ci rimangono pochi titoli e frammenti, di cui:
- otto tragedie (Achilles, Aegisthus, Aiax, Mastigòphorus, Andromeda, Danae, Equos Troianus, Hermiona e Tereus)
- tre commedie (Gladiolus, Ludius e Verpus).
La sua opera più importante è sicuramente la traduzione dell'Odissea, in Odusia, che aprì la strada all'Epos in lingua latina. La scelta di tradurre quest'opera si può spiegare pensando al grande gradimento che il pubblico aveva per le avventure dell'eroe Ulisse. Inoltre Livio pensò bene che Ulisse poteva adattarsi bene a rappresentare l'ideale del cittadino romano, in quanto:
- possedeva capacità militari.
- era un uomo saggezza e serietà.
- era rispettoso epieno di amore per la patria.
In breve egli possedeva la virtus e la pietas dei romani.
Il metro adottato da Livio per la traduzione è il saturnio.
Fattore importante, è che Livio non tradusse meccanicamente, ma interpretò, adattando il testo a un'altra lingua e ad un'altra civiltà, quindi trasformandolo. Per tale motivo possiamo considerare l'Odusia il primo poema epico latino. La sua "traduzione" è artistica ed esegetica: artistica, perchè oltre alla normale traduzione possedeva variazioni stilistiche e musicali; esegetica perchè si ha l'interculturalismo fra le due civiltà, quella greca e quella romana.

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