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La letteratura latina - scheda
240 a.C: Livio Andronico*, schiavo liberato proveniente dalla città greca di Taranto fa rappresentare per la prima volta un testo scenico in lingua latina, probabilmente una tragedia.
* traduce l’Odissea

Al contrario della letteratura greca, di cui riconosciamo grande iniziatore Omero, la nascita della letteratura latina non si può ricondurre ad un grande poeta, nonostante il fatto che gli studiosi latini individuassero questa figura in Ennio.
La letteratura latina nasce come traduzione da quella greca, quindi già matura e alle prese con problemi stilistici complessi.

Prime attestazioni del latino scritto..
Iscrizioni su pietra o bronzo sono i più antichi monumenti della lingua latina.
La più antica iscrizione (IV-III secolo) è la cosiddetta Cista Fioroni, un vaso cilindrico di bronzo, trovato a Preneste nel 1738 e ora conservato a Roma.
Sul coperchio è incisa la seguente iscrizione con il nome della committente e dell’artefice:
“dinda macolnia fileai dedit / novios plautios med romai fecid” (Dindia Macolnia mi diede alla figlia; Novio Plauzio mi fece a Roma)
L’uso della scrittura è quindi legato in origine a momenti della vita pratica.
Ma è anche necessaria per registrazioni di leggi, trattati, patti internazionali.
I fasti, la tabula dealbata e gli annales…
Un'altra importante categoria di documenti scritti sono i fasti.
Il termine designa in origine il calendario ufficiale romano, che ogni anno i pontefici, le massima autorità religiose di Roma, stabilivano e divulgavano pubblicamente, con la distinzione dei giorni in fasti e nefasti, a seconda che fosse o no permesso il disbrigo di affari pubblici.
Ma presto i fasti cominciarono ad arricchirsi di altre informazioni:
i magistrati nominati anno per anno, i trionfi militari ottenuti dai magistrati in carica…

Un altro passo importante fu l’uso della cosiddetta tabula dealbata: il pontefice massimo usava esporre pubblicamente una tavola bianca che dichiarava, oltre ai nomi dei magistrati dell’anno precedente anche gli avvenimenti di pubblica rilevanza, come date di trattati, dichiarazioni di guerra…
Queste registrazioni, depositandosi anno per anno, presero il nome collettivo di annales.
Gli annales ebbero enorme importanza come impulso per la struttura di opere storiografiche latine; importanti storiografi latini sono Tito Livio e Tacito.

I carmina…
Vengono chiamate carmina le composizioni più disparate.
La stessa parola si applica a preghiere, giuramenti, profezie, sentenze di solenni tribunali ma anche a proverbi, scongiuri…
La forma di questi carmina è misteriosa e quasi incomprensibile anche per i dotti romani dell’età classica; lo stile è solenne, monumentale.
Letterati e poeti romani ricordano per accenni questi carmina che appaiono come formule misteriose in lingua arcaica.
Parlando delle antiche leggi delle XII tavole*, Cicerone le definisce un carmen.

* si tratta della raccolta di leggi (12 tavole di bronzo esposte nel foro) che secondo la tradizione sarebbero state redatta a cura di 10 magistrati (decemviri legibus scribundis) tra il 451 e il 450.

Epitafi ed elogia…
Gli elogia sono iscrizioni celebrative di uomini illustri.
Gli elogia degli Scipioni furono scoperti alla fine del 700 a Roma.

Il carmen Saliare e il carmen Arvale…
Le più antiche forme di carmine sono per lo più di carattere religioso e rituale, legate all’esecuzione di pubblici riti annuali.
Il carmen Saliare e quello Arvale sono appunto due importanti carmina rituali.
Il primo è il canto dei Salii, collegio sacerdotale istituito secondo la tradizione da Numa Pompilio, che ogni anno, nel mese di maggio recavano in processione i 12 scudi sacri, gli ancilia, con l’accompagnamento di formule rituali.
Il Carmen Arvale invece era il canto dei Fratres Arvales, collegio di 12 sacerdoti che la tradizione vuole fondato da Romolo, i quali ogni anno, nel mese di maggio, levavano un inno di purificazione dei campi.

Poesia popolare…
Su certi filoni comici della produzione letteraria latina hanno avuto notevole influsso delle forme preletterarie di livello popolare di cui qua e là riconosciamo le tracce.

Le testimonianze più consistenti riguardano una produzione orale e improvvisata che aveva caratteri di comicità.

La definizione più corrente è quella di Fescennini versus : l’etimolegia sarebbe da ricondurre o da Fescennia, cittadina dell’Etruria o da fascinum “malocchio”.
Sembra che la sede più propria dei fescennini fossero le feste rurali.

In occasione del trionfi i soldati improvvisavano canti in cui alle lodi del vincitore si mescolavano scherni: i carmina triumphalia.
Anche qui è rintracciabile una funzione apotropaica (di allontanamento del malocchio) per cui l’esaltazione del successo veniva moderata dalle risate.

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