Ripartizione cronologica dei principali periodi della letteratura latina


La letteratura latina suole essere costituita da quell'insieme di opere in poesia ed in prosa, scritti in lingua latina, che va dalla fondazione della città di Roma, avvenuta intorno al 754-753 a.C., il 21 di aprile, fino alla deposizione di Romolo Augustolo da parte del re degli Eruli, Odoacre, nel 476 d.C. circa.
L'obiettivo che ci si propone è l'analisi del millennio e più della civiltà romana da un punto di vista puramente letterario.
Nonostante gran parte dei documenti più insigni di questa letteratura siano andati irrimediabilmente persi a causa degli incendi devastatori barbarici, siamo in grado di poter usufruire di un materiale didattico molto interessante per la conoscenza di almeno un centinaio di scrittori.
Ciò non di meno, dobbiamo tenere in stretta correlazione la letteratura latina con la vita politica e sociale dei periodi storici in cui si sviluppano le varie personalità artistiche in esame. Dobbiamo perciò suddividere la

letteratura latina in questi periodi fondamentali:

1) Periodo delle origini: dai primi documenti letterari della lingua latina alla presa di Taranto avvenuta nel 272 a.C. al predominio romano sulla penisola.
Ma non possiamo parlare, in questo periodo, di vera letteratura in quanto il popolo romano è troppo oberato da problemi di politica interna nel lodevole intento di costruire le prime strutture legislative e di politica estera, per difendersi dalle offensive delle popolazioni confinanti.
Sono gli Etruschi nel VII secolo, infatti, a trapiantare le prime nozioni di alfabeto in Roma e dovranno passare molti secoli perché la lingua assuma i caratteri dell'espressione artistica.
Nonostante le innegabili difficoltà di evoluzione culturale questo periodo è caratterizzato dal sorgere di alcuni generi letterari che avranno in seguito uno sviluppo sensazionale: l'Epica, la poesia teatrale, la storiografia e l'oratoria.
Pur assimilando alcuni elementi artistici da popolazioni straniere più evolute, i Romani riuscivano a dare alle loro opere l'impronta originale del loro genio creativo in special modo nella capacità di rappresentare le cose realisticamente, nell'ossequio incondizionato verso le divinità religiose, nell'amore per la vita agreste, nella fedeltà agli ideali della Repubblica.

2) Periodo Arcaico: 272 a.C. - 78 a.C.. Dalla presa di Taranto alla morte del dittatore Silla.
Il carattere dominante di questo periodo è costituito dall'influsso della letteratura greca nella rielaborazione dei due generi teatrali più famosi (tragedia e commedia) e nello sviluppo della retorica e della storiografia. Nell'ultima fase di questo periodo si acuisce il gusto per la satira e per la poesia lirica.

3) Periodo Classico: 78 a.C. – 14 d.C.. È distinto in epoca Cesariana-Augustea oppure in periodo Aureo-Ciceroniano e in periodo Aureo-Augusteo.
Finalmente la letteratura latina, disancorandosi dall'influenza del modello greco, assume nettamente una propria autonomia artistica, raggiungendo nelle liriche importanti risultati.
Se nel periodo Cesariano-Ciceroniano assistiamo al rifiorire della poesia lirica e didascalica dell'oratoria e della storiografia, nell'età augustea si predilige specialmente l'epica, la lirica civile e l'elegia amorosa.

4) Periodo Imperiale: 14 d.C.- 476 d.C.. Si può dividere in due età letterarie. La prima è chiamata Argenteo, corrispondente all'alto impero dal 14 d.C. alla morte di Traiano avvenuta nel 117 d.C. caratterizzata da un affievolirsi di idealità civili, come conseguenza di un radicale mutamento politico in Roma.
Generi emergenti di questo periodo sono la satira d'intonazione morale, l'epigramma tinto di sarcasmo, il romanzo realistico. Domina nella storiografia la sintesi operata da Tacito. Inoltre, la retorica è intrisa di elementi e caratteri che tendono ad inficiare (danneggiare) il valore estetico delle opere.
La seconda età letteraria prende il nome di "Periodo della Decadenza" e mostra un irreversibile indebolirsi dell'ispirazione artistica.
Mentre la poesia non ha più quella vitalità creativa delle precedenti epoche, la storiografia si riduce ad enfasi aneddotica e l'eloquenza è in fase di deprimente ristagno.

5) Periodo della trattatistica Cristiana: dal II al V secolo. Gli scrittori cristiani operano simultaneamente agli scrittori pagani per tutto il periodo imperiale. Questa letteratura è particolarmente incentrata su una concezione spirituale dell'esistenza che poggia sulla credenza nel verbo di Cristo.

Quindi, dopo un inizio in pieno contrasto con il paganesimo politeistico, gli apologisti cristiani tendono ad assimilare alcune forme espressive della letteratura classica, ottenendo pregevoli risultati di perfezione artistica. Resta fermo, tuttavia, che il loro obiettivo è di cercare la fede divina nell'atteggiamento degli uomini piuttosto che rinvenire i caratteri precipui dell'operosità umana nel contesto sociale.

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