Ai-doll di Ai-doll
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Heautontimorumenos

Riassunto

Il vecchio Cemete rimprovera il suo vicino Menedemo perchè passa tutto il tempo al lavoro nonostante abbia un’età ragguardevole. Cremete dunque gli chiede la ragione di tale eccesso e Menedemo tra le lacrime racconta che suo figlio, Clinia, si è innamorato di un giovane di Corinto, Antifila, la quale si è trasferita ad Atene con la madre. Il figlio con la giovane si comportava come se fosse stata una vera moglie e ciò aveva scandalizzato Menedemo. Così padre e figlio avevano litigato e Clinia aveva quindi deciso di lasciare la città ed era partito come mercenarioal servizio del re della Siria. Menedemo, sentendosi in colpa per l’allontanamento del figlio, ha coprato 1 campo molto grande e lì si sfinisce d fatica per punizione. I due vecchi, terminato il racconto, si lasciano. Tornato a casa, Cremete viene a sapere dal figlio Clitifone che Clinia è tornato in città per incontrare Antifila, temendo di non esser più amato da quest’ultima. Siro, servo di Cremete, si avvicina a Clitifone e Clinia preannunciando l’arrivo di Antifila e Bacchide, le donne amate dai due. Clinia viene rassicurato sulla fadeltà di Antifila.Siro vuole portare le donne in casa dei due giovani, ma Clitifone lo ferma temendo il giudizio del padre, poiché Bacchide è una cortigiana. Siro allora propone che Antifila, ragazza per bene, fingerà di essere l’amata di Clitifone. Bacchide, invece, viene presentata a Cremete come la donna di Clinia. Siro deve trovare il denaro con cui il suo giovane padrone possa far fronte ai capricci di Bacchide, che è abituata ai doni dei suoi spasimanti. A tal fine il servo racconta a Cremete che Bacchide aveva prestato alla madre di Antifila la somma di mille talenti e morta la donna aveva trattenuto la figlia presso sé come ancella, sino al riscatto del debito; Bacchide ora l’ha promessa a Clinia a patto che lui paghi la somma richiesta, che egli intende chiedere a Menedemo. Sostrata, moglie di Cremete, riconosce l’anello che Antifila porta al dito. Lo stesso che lei stessa aveva infilato al dito di una figlia, chiamata Filtera, che aveva affidato ad una vecchia di Corinto, perché il marito non voleva discendenti femmine. La donna capisce che Antifila non è altro che la figlia Filtera e racconta tutto al marito. Per una serie d imprevisti il piano di Siro viene vanificato e allora ne escogita 1 altro; così fa passare Bacchide per l’amante di Clinia e la manda in casa di Menedemo. Menedemo nel frattempo è venuto a conoscenza della verità e sa che il figlio è innamorato della figlia ritrovata del vicino e la vuole sposare. Così Menedemo racconta tutto a Cremete il quale si dispera del fatto che la spendacciona e capricciosa Bacchide è in realtà l’amante del proprio figlio. Cremete teme che se il figlio porterà in famiglia una partigiana finirà col consumare tutto il patrimonio per soddisfare i capricci della donna. In accordo con Menedemo finge di voler lasciare tutto il patrimonio in eredità alla figlia. Clitifone, consigliato dal servo Siro, si rivolge alla madre Sostrata mostrandole il sospetto che forse il padre non vuole lasciargli il patrimonio poiché in realtà non è figlio legittimo. La madre, turbata, prega il marito di smetterla di tormentare il figlio con la questione dell’eredità. Infine padre e figlio si confrontano; Cremente promette di tornare sui suoi passi riguardo il patrimonio di famiglia a patto che Clitifone lasci Bacchide e si sposi con una donna d’abbene. Il figlio così accetta di sposare una ragazza del vicinato.

Commento

In questa commedia si affaccia il problema pedagogico del rapporto fra genitori e figli. Come in molte altre molte commedie è piena di intrighi, ingannni e beffe. È una commedia quasi interamente basata sullo studio dei caratteri, disegnati con sapienza e precisione psicologica, soprattutto per quanto riguarda i due anziani. Attraverso la figura di Meneremo, Terenzio, sembra voler porre in rilievo pregi e difetti di una società moralisticamente interpretata, secondo il modello menandreo, difatti quest’opera è tratta dall'omonima commedia di Menandro.

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