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ENNIO
La vita
Nato a Rudiae, tra Brindisi e Taranto nel 239 aC. Diceva di avere tria corda, ovvero tre cuori: uno greco, uno latino e uno osco. Egli Apparteneva ad una famiglia altolocata ed ebbe una buona educazione sia di retorica che filosofica. Ennio visse in rapporti di amicizia con alcuni membri delle famiglie nobili romane, tra cui gli Scipioni. A Roma Ennio si diede all’insegnamento e divenne molto celebre, tanto che Marco Fulvio Nobiliore lo condusse con sé in Grecia per cantare le sue imprese, così il poeta mise in atto la composizione dell’ambracia, una fabula praetexta, per questo Ennio ottiene la cittadinanza romana. Anche il praenomen, Quinto, forse gli fu dato da Quinto Nobiliore.

La commedia
Essenzialmente era un poeta tragico e si dedicò poco alla commedia anche se è ricordato come l’ultimo poeta che si dedicò a tutti e due i generi. Importante è per
Ennio il problema del vertere, cioè di come tradurre, di come rendere un testo greco nella propria lingua. Infatti non traduce letteralmente, ma modifica e rielabora i testi. Ennio nel comporre le sue tragedie si preoccupava molto del destinatario, che era il pubblico romano che non conosceva tutti i miti e racconti. Due sono gli elementi che caratterizzano il teatro tragico di Ennio:

Il pathos: infatti il teatro di Ennio è pieno di scene patetiche, ma a volte ci possono essere delle esagerazioni come allitterazioni esagerate e rime.
Analisi introspettiva dei personaggi: Ennio fa anche un’analisi psicologica dei personaggi, leggendo alcuni suoi frammenti possiamo dedurre che Ennio partecipava alle sofferenze dei personaggi.

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