Ominide 50 punti

Ennio e gli Annales
La vita:
Ennio nacque un anno dopo la prima rappresentazione teatrale latina (239-169 a.C.). Come Andronico svolse attività di insegnamento e come Nevio, scrisse, oltre ad un poema epico anche tragedie e commedie. Rispetto ai suoi predecessori ha un orizzonte culturale assai più vasto, ciò ne fa il vero padre della letteratura latina.
Nato a Rudiae, un centro collocato tra Brindisi e Taranto, un’area dove si incrociavano civiltà diverse.
Egli affermava infatti di possedere tre cuori, perché conosceva tre lingue: greco, osco e latino. Apparteneva ad una famiglia altolocata, ebbe una buona educazione, sia retorica che filosofica.
Partecipò alla Seconda Guerra Punica: nel 204 si trovava in Sardegna, dove Catone, difensore dei valori tradizionale romani, lo prese con sé e lo condusse a Roma dove egli diffuse vari aspetti della cultura greca.
Ennio visse in rapporti di amicizia con alcuni membri delle famiglie nobili romane, tra cui gli Scipioni (che celebrò nelle proprie opere) e Marco Fulvio Nobiliare: suo figlio gli fece ottenere la cittadinanza romana e Ennio esultò dell’avvenimento in questo verso: "Romani sumus qui fuimus ante rudini".
Gli Annales:
L’opera grazie alla quale Ennio è considerato il più importante autore della letteratura latina arcaica sono gli Annales. Altre sue opere,sono tragedie e scritti di contenuto filosofeggiante, che testimoniano gli interessi extra poetici di Ennio: tra queste l’Euhemerus, che comunicava una teoria secondo la quale gli dei, in origine erano eroi benefattori e in seguito sarebbero stati considerati divini.
Riguardo agli Annales, sono un poema epico diviso in 18 libri, raccolti in esadi e triadi, del quale ci permangono solo frammenti, 600 versi.
Il verso usato non è più il saturnio, ma l’esametro utilizzato negli antichi poemi omerici. Inoltre la prima parola è Musae, le dee ispiratrici greche, in contrapposizione con le Camenae italiche di Livio. Perciò Ennio è un autore che si misura con la poesia greca, mettendosi alla pari dei greci e allo stesso tempo in competizione con loro.
All’inizio del poema Ennio racconta di un sogno in cui gli era apparsa l’ombra di Omero, che gli rivelava di essersi reincarnata in lui dopo varie trasmigrazioni, in questo modo Ennio si sente il continuatore di Omero.

Caratteristiche del poema:
A differenza di Omero, che cantava i miti antichi, alcuni autori ellenistici celebravano nelle loro narrazioni epiche le gesta dei sovrani, in particolare di Alessandro Magno.
Ennio fuse Omero con il gusto ellenistico e celebra come eroi omerici, due condottieri romani: Marco Fulvio Nobiliore e Scipione Africano. Nel poema, l’autore però non si limita a celebrare le gesta dei singoli, ma celebra tutta la storia romana, dalle origini mitiche fino ai suoi tempi.

Negli Annales la narrazione partiva dalla venuta di Enea, dalle origini di Roma fino probabilmente al 170 a.C. Un ampio spazio era dedicato alla guerra contro Annibale, mentre la prima guerra punica, già narrata da Nevio, era solo citata.

Adozione dell’esametro:
Il poeta epico classico non parlava mai di sé ma era una voce che raccontava fatti prossimi o remoti, ispirato dalla divinità. Egli non solo si autoproclama come uno Omero tornato in vita, attacca i suoi predecessori (libro VII) per aver usato il verso saturnio.
Egli si definisce dicti studiosus (studioso della parola, traduzione romana del termine greco philologos)che indica un uomo colto. Egli fu infatti il primo a usare l’esametro omerico e a dividereil poema in libri.

Abilità descrittiva:
Della parte che tratta il periodo mitico ci è giunto un esteso frammento che riguarda Ilia: figlia di Enea e futura madre di Romolo. Ella era turbata da un sogno profetico che allude al rapimento da parte di marte e alla punizione di Amulio che la farà gettare nel Tevere, perciò si confida con la sorella.

Registrati via email