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Ennio, Quinto - Annales (2)

Traduzione di alcuni frammenti degli Annales

E io lo dico a Skuola.net
Ennio - Gli Annales
Il prologo e l'investitura poetica
somno leni placidoque revinctus [...]
visus Homerus adesse poeta [...]
O pietas animi! [...]
desunt rivos camposque remanant [...]
Ova parire solet genus pinnis condecoratum,
non animam; post inde venit divinitus pullis
ipsa anima [...]
terraque corpus
quae dedit, ipsa capit, neque dispendi facit hilum. [...]
memini me fiere pavom.

Avvolto da un sonno dolce e tranquillo [...]
mi parve che fosse presente il poeta Omero [...]
O pietà dell'animo! [...]
e poi le acque vengono meno e ritornano ai fiumi e ai campi [...]
La stirpe ornata di penne è solita procreare le uova, non l'anima, poi ai piccoli l'anima giunge dal cielo [...]
e la terra, che ha dato il corpo, lei stessa lo riprende, e non fa alcuno spreco [...]
mi ricordo di essere diventato un pavone.

Il secondo proemio
Scripsere alii rem
versibus quos alim Fauni vatesque canebant
quom neque Musarum scopulos [...]
nec dicti studiosus quisquam erat ante hunc
nos ausi reserare [...]
nec quicquam sophiam, sapientia quae perhibetur,
in somnis vidit primus quam sam discere coepit.

Altri scrissero su questo argomento; con i versi che una volta cantavano i Fauni e gli indovini, quando ancora nessuno si era accostato alle vette delle Muse [...]
né prima di me vi era alcuno che fosse studioso della parola, noi osammo dischiudere (le fonti della poesia) [...]
nessuno ha mai veduto in sogno la sophia, quella che i latini chiamano "sapienza", prima di aver cominciato a studiarla
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