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Catone

Opere: Non si sono conservate molte opere, abbiamo:
- "Origines" opera storica, solo frammenti
- "De agri cultura" il più antico testo di prosa latino, giuntoci per intero
- "Carmen de moribus" prosa ritmica, ci resta pochissimo
- "Ad Marcum filium" raccolta di precetti di vario argomento
- Una raccolta di "detti memorabili"

"Homo Novus"
Catone si opponeva all'aristocrazia scipionica e alla penetrazione dei costumi ellenizzanti, diventando così il rappresentante di una classe di piccoli proprietari terrieri in lotta con l'aristocrazia. Difendeva i valori tradizionali, come la parsimonia e la morigeratezza in ogni campo, non metteva in discussione il ruolo dirigente dell'aristocrazia, voleva solo rinnovarlo. L'ideologia dell'homo novus mirava alla figura dell'uomo innalzato grazie alle sue virtù. Si sforzò di valorizzare l'origine extraurbana, la tradizione sabina, la campagna, la grandezza di Roma, che era secondo lui dovuta non tanto al talento quasi miracoloso di alcuni grandi condottieri, ma alla tensione collettiva di tutto un popolo. Inoltre bisognava seguire alcuni standards, come la conservazione della vita uniforme, non lasciare spazio a poteri individuali schiaccianti. Catone difese le leggi suntuarie, perché nella limitazione del lusso vedeva la possibilità di limitare le manifestazione di sfarzo e di ostentazione. Era intenzionato ad indebolire i patrimoni aristocratici e combatté la penetrazione della cultura greca:
- culto delle grandi personalità
- critica "illuministica" nei confronti dei valori e dei rapporti sociali tradizionali

Le orazioni: conosciamo i titoli di un'ottantina di orazioni di Catone e possiamo farci una certa idea sulla sua eloquenza. Catone è un oratore vivace ed efficace, abile nel creare una grande varietà di effetti.

L'eloquenza
L'eloquenza di Catone appariva arcaica ed obsoleta, mancanza di una raffinata ornamentazione e composizione sapiente, soprattutto nell'arrangiamento delle parole e nell'elaborazione del ritmo. Rimanda ad un sottofondo italico "popolare". Organizzazione paratattica delle frasi, frequenti ripetizioni di suoni e di pensieri, periodare succinto, espressioni brevi e dense di significato. L'arte retorica di Catone è una conquista personale, che nasceva dal suo talento e dalla sua esperienza. Non pare si sia impegnato nello studio di una retorica greca, anzi nutriva diffidenza nella tecnica persuasiva greca. Catone sottolinea come si doveva esser per prima un buon cittadino, che un abile parlatore e preferiva la preminenza dei contenuti alle tecniche di comunicazione. Mirava ad un modo di parlare suggestivo, forte e concreto, infatti il ricorso alle ripetizioni ed ad altri artefici doveva intensificare il pensiero, per inculcare la res nella mente degli ascoltatori. Esprimeva con vigore il proprio ethos in toni emotivi, quasi patetici, sostenuti dall'uso frequente di anafore, asindeti, interrogazioni retoriche. Dipinge anche un proprio efficace autoritratto morale. Incluse nella sua opera storica 2 orazioni:
- "Orazione contro Galba" ci resta un frammento dell'esordio, in cui Catone insiste sui vari motivi che lo avrebbero sconsigliato di affrontare il pubblico, denunciò gli espedienti plateali dei quali Galba si era servito per ottenere il proscioglimento dell'accusa.
- "Pro Rhodiensibus" l'orazione a favore dei Rodii sarà sottoposta ad un'aspra critica da parte di Tirone, allievo di Cicerone. L'esordio appare elaborato, la solennità è ricercata attraverso periodi ampi, cola paralleli, abbondanza dei nessi sinonimici messi in evidenza da allitterazioni. Non fare guerra senza una giusta causa, non punire una semplice intenzione. Bisognava rimandare la decisione: riusciva a bloccare l'iniziativa anti-rodiese, tenere i Rodiesi in sospeso. Andamento caratterizzato da una sobria intensità, osservazioni rapide e fulminee. Periodi brevi e ben costruiti.
Le "Origines"
A quest'opera Catone si dedicò solo nella vecchiaia, perché pensava che fosse un modo di passare dignitosamente gli anni di otium per un uomo politico. La divise in 7 libri, narra:
- la venuta di Enea in Italia
- le origini di Roma e la dominazione regale
- le origini delle città e delle genti italiche
- la prima e la seconda guerra Punica
- gli ultimi 2 libri sono dedicati alle vicende più recenti fino al processo di Galba, segno che Catone lavorò alla sua opera storica fino al giorno della sua morte
Si sforzava di staccarsi dall'ordine distributivo, raggruppava i fatti per argomenti senza sconvolgere l'ordine cronologico. Le origini di Roma venivano inserite in un più vasto contesto geografico ed etnografico, di dimensione italica. Le tradizioni leggendarie sulla fondazione della città italiche deridevano da fonti greche. Interesse per i costumi e i caratteri di popoli che vivevano al di fuori dell'Italia, soprattutto della Spagna. La curiosità etnografica derivava dallo storico Timeo e anche dagli admiranda (eventi strani, miracolosi). Gli avvenimenti della storia contemporanea erano raccontati in 3 libri su 7 e gli ultimi 2 si occupavano delle vicende degli ultimi 20 anni. Tutto questo si spiega con l'interesse dei lettori per le vicende contemporanee e con la forte politicizzazione della storiografia. Questo permetteva a Catone di assegnare un peso determinante all'autobiografia. Impegno politico fortissimo.
Le opere didattiche
Una parte non trascurabile della sua produzione letteraria aveva carattere didattico. Con atteggiamenti da pater familias, Catone si occupava dell'istruzione dei propri familiari:
- I "Libri ad Marcum filium" la cui reale natura è difficile da accertare. Alcuni pensano ad una sorta di enciclopedia strutturata per argomenti, altri ad una raccolta di precetti, osservazioni, istruzioni. I celebri argomenti retorici sono l'invito al figlio di diffidare dei Greci e della loro cultura, ma soprattutto della loro medicina.
- Il "Carmen de moribus" probabilmente lo compose in tarda età ed è una raccolta di sentenze in cui trovano espressione il suo moralismo conservatore e il suo rimpianto per il buon tempo andato. L'opera era in prosa, il titolo carmen indica la volontà di ricollegarsi ad una prosa ritmica.
- Il "De agri cultura" il trattato sull'agricoltura costituisce la prima opera di prosa ritmica latina conservata per intero. Si tratta di una serie di precetti per il proprietario agricolo, prevalentemente paratattici senza sforzo di conquistare eleganza stilistica. Frequente ricerca di assonanze, allitterazioni ecc., asciuttezza e concisione, espressioni di saggezza popolare e campagnola, formulazioni di carattere proverbiale. L'andamento della trattazione è disordinato, gli argomenti sembrano introdotti in maniera casuale. Il proemio mostra un certo sforzo di elaborazione letteraria. Catone concepisce l'agricoltura come un'attività da cui trarre profitti, il proemio riferisce che attraverso il lavoro agricolo si formano i buoni cittadini e i buoni soldati. Il proprietario agricolo catoniano ha un temperamento laborioso, rigido, parsimonioso, resistente alle fatiche e alle seduzioni del piacere. Sorveglia la puntuale esecuzione dei lavori, vende il più possibile e compra il meno possibile, tiene la merce depositata nei magazzini in attesa del rialzo dei prezzi. L'azienda agricola mira all'autosufficienza, indirizzata soprattutto alla produzione dell'olio e del vino, in misura minore a quella ortofrutticola e dedica un certo spazio alla coltivazione dei cereali. Catone consiglia di vendere come ferrivecchi gli schiavi resi inabili al lavoro dall'età o dalle malattie.

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