Catone

Nacque nel 243 a.C. a Tusculum (vicino Frascati) da una famiglia di proprietari terrieri non nobili ma benestanti.
Da giovane combatté contro Annibale e percorse tutte le tappe del cursus honorum fino ad essere eletto console nell’anno 195: durante questo periodo si oppose alla revoca della lex Oppia che limitava gli eccessi nel lusso tra le classi ricche.
Dal 190 fu accusatore in una serie di processi politici contro il partito degli Scipioni e nel 184 divenne censore presentandosi come il campione delle antiche virtù romane contro la degenerazione dei costumi e il diffondersi di atteggiamenti individualistici, incoraggiati dal pensiero greco.
Catone esaltava la ricchezza e la potenza dello Stato promuovendo un vasto programma di edilizia. Essendo al centro di molti processi come accusatore e difensore, si procurò molti nemici.
Quando nel 155 Atene inviò a Roma tre filosofi, Catone li fece espellere temendo che i loro insegnamenti potessero portare i Romani a nutrire dubbi sulla validità dei modelli etici tradizionali.

L’ultima sua grande battaglia fu per la distruzione di Cartagine; poi morì nel 149 a.C. e Cartagine fu distrutta nel 146 a.C.

Origines

Si tratta della sua prima opera storica in latino in cui esprimeva disprezzo per gli Annales romani in lingua greca: sosteneva che, essendo Roma prima potenza del Mediterraneo, poteva usare la propria lingua anche di fronte a nazioni straniere.
Le Origines dovevano diffondere i principi della sua politica: c’erano le sue preoccupazioni per la corruzione dei costumi e la rievocazione delle battaglie svolte in nome della solidità dello Stato contro l’emergere di singoli individui; oltre a polemiche, nelle Origines Catone riportava alcune delle sue orazioni politiche tenute in senato e privilegiava la storia contemporanea alla quale dedicava tre libri su sette.
1° libro : fondazione di Roma*
2° e 3° libro: origini delle città italiche (da qui il titolo)*
4° e 5° libro: guerre puniche
6° e 7° libro: fino alla pretura di Servio Galba nel 152 a.C.

* la fondazione di Roma era vista come opera collettiva del populus Romanus, concentrato intorno alla classe dirigente senatoria.

De agri cultura
(= manuale del perfetto proprietario terriero)
Formato da una introduzione e da 170 brevi capitoli contenenti una serie di precetti schematici ma efficaci e privi di riflessioni filosofiche su vita o destino degli agricoltori.
Con quest’opera Catone vuole dare un’indicazione del perfetto comportamento del proprietario terriero, ossia del pater familias che deve dedicarsi all’agricoltura come attività più sicura e onesta e la più adatta a formare buoni cittadini e buoni soldati.

Alcuni passi evidenziano la brutalità dello sfruttamento degli schiavi: lui raccomanda di vendere come un ferrovecchio lo schiavo anziano o malato inabile al lavoro.

Etica di Catone

I suoi tratti salienti vengono indicati come costitutivi del mos maiorum.
Virtù come parsimonia, duritia e industria mostrano che il rigore di Catone non consiste nella saggezza del contadino incorrotto e ingenuo, ma consiste nel risvolto ideologico di un’esistenza pragmatica (= pratica): dall’agricoltura si traggono vantaggi e si accresce la produttività.

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