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Catone, Marco Porcio - Origines
Dopo aver esaurito i suoi compiti politici, in vecchiaia Catone si dedicò alla storiografia, attività altrettanto dignitosa, continuando così a rispettare i mores maiorum.
“Le origines” sono l’opera storica di Catone nonché la più importante, in quanto segna l’inizio della storiografia e della prosa latina.
Egli attua una rivoluzione fondamentale nell’annalistica:
compone la sua opera in latino, a differenza dei suoi predecessori che adoperarono la lingua greca, lingua universale che ben si prestava alla finalità propagandistica e polemica dell’annalistica precatoniana.
L’opera è divisa in sette libri, nei quali, come ci tramanda Cornelio Nepote, furono trattati capitulatim, per sommi capi, eventi latini,
riguardo la venuta di Enea in Italia, le origini di Roma, la dominazione regale, le genti italiche, ciò che dava lustro all’Italia e alle Spagne, la prima e la seconda guerra punica e gli eventi più recenti fino al processo di Galba.

Più precisamente :

* Nel primo libro si narrano le origini di Roma

* nel secondo e nel terzo libro si narrano: la fondazione e la storia delle altre città italiche,le lotte delle città italiche contro Roma

* nel quarto libro è trattata la prima guerra punica

* nel quinto libro è narrata la seconda guerra punica

* dal sesto al settimo sono narrate le guerre fino alla pretura di Servio Galba, il quale saccheggiò la Lusitania.

È facile notare che il titolo dell’opera, “Origines”, rimanda solo ai primi tre libri, i quali trattano le “ctìseis”, le fondazioni.
Tali argomenti sono tipici della storiografia ellenistica, che influenza l’opera in diversi aspetti, ma il modo particolareggiato in cui vengono trattati fa assumere loro un connotato originale di romanità :
le città italiche vengono contestualizzate, sia dal punto di vista storico che ambientale.
Come già accennato la storiografia ellenistica viene tenuta molto in considerazione da Catone nella sua opera storica,
infatti egli è volto a indagare riguardo i fatti e la conformazione sociale delle città analizzandoli in modo complessivo e ampio, ponendo nuove problematiche, soffermandosi anche su condizioni climatiche e geografiche, anticipando il modo di operare della storiografia moderna.
La nuova impostazione di Catone è dunque opposta alla tradizione degli “Annales Maximi”, polemizzata poiché puramente elencativa, impostata anno per anno. Ricordiamo che gli Annales Maximi sono costituiti dalle tabulae dei pontefici che furono riunite in unico corpus di 80 libri da Scevola.
L’oggettività della narrazione viene però a mancare, in quanto Catone inserisce discorsi propri, con scopi autocelebrativi;

egli infatti si descrive come difensore dei propri ideali. Inoltre vengono trattati eventi strani o miracolosi, gli “admiranda”, novità ellenistica.

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