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Catone nacque nel 234 nel Lazio, nell'odierno Frascati. Proveniva da una famiglia di piccoli proprietari terrieri e, grazie alle testimonianze del biografo greco Plutarco, sappiamo che il suo cognome originario era "Priscus" che venne poi cambiato in "Catus" per la sua accortezza. Catone milita nella seconda guerra punica e, successivamente, appoggiato da Placco, un esponente dell'aristocrazia tradizionalista, intraprese la carriera politica, raggiungendo il consolato. In seguito, aspirò alla censura, infatti, venne soprannominato "Catone il Censore", non solo per aver ricoperto tale carica, ma anche per la sua severità nel giudizio della morale pubblica (basti pensare che espulse un senatore solo per aver baciato in pubblico sua moglie).
La sua attività politica era conservatrice e tradizionalista e aveva lo scopo di difendere gli antiqui mores (costumi antichi), in contrasto con il partito progressista scipionico che, al contrario, sosteneva una nuova cultura ellenizzante.
Infatti, nonostante l'ellenizzazione giovò a Roma, rendendola la più grande potenza del Mediterraneo, i privilegi maggiori vennero ottenuti dagli aristocratici, che vivevano nel lusso, incuranti della situazione della popolazione, in primis i proprietari terrieri. A questo proposito, Catone si oppone al lusso, al partito scipionico e dimostra ostilità verso la filosofia (poiché nonostante fosse ricca di valori universali, era in antinomia con la moralità arcaica di una piccola società contadina) e si propone leader dei proprietari terrieri. Muore nel 149 a.C., anno di inizio della guerra punica.

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