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I grandi classici romani del I secolo a.C.(Varrone,Cicerone,Orazio) concordavano nell'indicare in Livio Andronico l'iniziatore della letteratura latina.

Il nome di Andronico è legato soprattutto alla traduzione dell'Odissea di Omero;di take traduzione ci rimangono solo 36 saturni,alcuni dei quali incompleti. I frammenti rimasti si riferiscono ai libri più diversi del poema omerico,il che dimostra che l'autore ha tradotto integralmente l'Odissea. Ci si chiede spesso perchè Andronico abbia scelto di tradurre l'Odissea e non l'Iliade e se tale scelta sia stata determinata da una valutazione soggettiva o sia stata "imposta" dal gusto del popolo romano,che preferiva Odisseo(Ulixes) ad Achille. Le motivazioni della scelta sono molteplici:
1)La vicenda di Ulisse è analoga a quella di Enea.Entrambi gli eroi,all'indomani di una guerra,peregrinarono a lungo prima di giungere all'agognata meta,Itaca per il primo,il Lazio per il secondo. Ulisse,pertanto,era visto con simpatia dai Romani perchè "fratello di sventure" del loro progenitore.

2)Secondo una tradizione risalente al V secolo a.C.,era stato Ulisse a fondare Roma o forse,come attesta lo storico greco Ellanico,era giunto insieme ad Enea nel Lazio;per cui i due eroi sarebbero "co-fondatori di Roma". Non si dimentichi,infine,Esiodo che ci tramanda che uno dei figli che l'eroe ebbe da Circe,Latino, avrebbe fondato la città di Lavinio probabilmente insieme ad Enea.
3)L'Odissea,inoltre,esalta meglio dell'Iliade i valori della patria e della famiglia,in nome dei quali Ulisse rinuncia addirittura all'immortalità. Egli è l'incarnazione della "virtus" romana,che si identifica con l'audacia,l'intelligenza,lo spirito di iniziativa,il valore,ma anche della "pietas" ossia del senso religioso,del rispetto per le divinità,per i genitori e per i defunti,dell'amore per la patria e per la famiglia. Penelope,poi, rappresenta l'ideale della matrona romana,dedita ai lavori di casa insieme alle ancelle,premurosa con i figli e fedele al marito. Intorno ai 2 protagonisti ruota uno stuolo di personaggi positivi: Eumeo,Euriclea,Argo,che ben potevano rappresentare l'incarnazione della "fides", ossia di quella virtù suprema fatta di fedeltà,fiducia e lealtà che i Romani ponevano alla base del rapporto tra gli uomini,non soltanto tra eguali,ma anche tra padrone e servi.Proprio per questi motivi l'Odissea più che L'Iliade si prestava ad una funzione pedagogica.
4) Non va infine dimenticato l'interesse dei Romani,popolo che ormai si affaccia ad un successo sul mare,per i miti concernenti i viaggi e per le avventure marine dell'eroe di Itaca ben noto in Occidente.

Già la cultura ellenistica aveva individuato i caratteri dell'uno e dell'altro poema:se l'Iliade era il poema della guerra che esaltava valori quali la forza e l'istinto,l'Odissea appariva come la celebrazione di valori più intimi e profondi quali la saggezza,la pazienza,la riflessione e la famiglia. Sulla base di questi motivi si può spiegare la scelta di Livio Andronico. Egli era un intellettuale impregnato di cultura ellenistica,per cui prediligeva le opere che esaltavano "l'etos" piuttosto che il "patos",ma era anche un cittadino romano a tutti gli effetti e come tale,avendo sposato l'etica aristocratica,vedeva nell'Odissea un'opera che ben si prestava a propagandare i sani valori della romanità.

L'Odusia è una traduzione artistica:[s][/s]
Quella di Andronico è una traduzione artistica nella quale sono riscontrabili riduzioni ed ampliamenti del testo originale. Non si dimentichi infatti che,dato che il saturnio è più breve dell'esametro,è molto probabile che Andronico,per tradurre l'intero verso greco,abbia avuto bisogno di più di un saturnio. Egli mirava a latinizzare,o meglio romanizzare,il testo greco;è sufficiente ricordare a tal proposito la traduzione di Odisseus con Ulixes,che crea un'evidente disformità tra il titolo del poema e il suo protagonista. Inoltre quando Andronico traduce Musa con Camena,Mnemosine con Moneta,Moira con Morta,non compie soltanto un'operazione linguistica,ma anche culturale;infatti Camena,Morta e Moneta non sono divinità greche ribattezzate con nomi nuovi,ma sono divinità romane con attributi e poteri diversi.
Camena,prima ancora di essere identificata con la Musa greca,era "la divinità del carme profetico e magico,la protettrice dei vates,degli indovini e degli auguri";Morta è diversa da Moira perchè pone l'accento sull'idea della morte,là dove il termine greco insiste sull'idea di destino,di sorte predestinata. Lo stesso vale per Moneta che,prima di essere identificata con Mnemosine,era un appellativo di Giunone. Il valore artistico dell'Odusia è dato anche dalla tendenza di Andronico ad arcaicizzare il testo. Nei frammenti pervenutici si registrano,infatti, genitivi della prima declinazione in -as,dativi in -abus,forme antiquate rispetto al periodo in cui vive Andronico, e ormai cadute in disuso. L'arcaicizzazione della lingua,cui va aggiunto l'uso del saturnio,serviva a conferire solennità alla versione di Livio. La traduzione di Andronico tende inoltre,secondo lo spirito tipicamente romano,ad accentuare il patos e,per far questo,l'autore si serve dell' "apostrofe",un espediente tipico del vertere latino. La finalità estetica dell'opera è resa evidente anche dall'uso sapiente di artifici retorici e stilistici: allitterazione,omoteleuti,asindeti,parallelismi. Da quanto detto emerge chiaramente che Andronico non era un artista sprovveduto quale fu giudicato dagli autori del periodo classico. Cicerone riteneva che le sue tragedie non fossero degne di essere lette 2 volte e Orazio ricorda che era costretto a suon di nerbate ad imparare a memoria i versi di Andronico. Se,però,ai tempi di Cicerone e di Orazio si facevano ancora leggere le opere di Andronico nelle scuole,vuol dire che,almeno sul piano padagogico,se ne apprezzava il valore.

Confronto primo verso Odissea e Odusia:

ἄνδρα μοι ἔννεπε, μοῦσα, πολύτροπον
Virum mi, Camena, insece versutum

NB: ἔννεπε= insece
μοῦσα= camena

La traduzione è sostanzialmente fedele per quanto riguarda il numero delle parole;inoltre viene mantenuto l'iperbato tra virum e versutum così come era presente tra ἄνδρα e πολύτροπον. Emerge,però,anche lo sforzo interpretativo con esiti originali:
- Sul piano metrico non abbiamo l'esametro ma il saturnio;
- Al posto di "μοῦσα" abbiamo "Camena";
- "Insece" è il calco del greco "ἔννεπε":
1)stessa radice indoeuropea(ἔν-in)
2)stessa misura metrica(sono entrambi dattili)
3)entrambe forme arcaiche:"ἔννεπε" sta per "ἔνεπε" che sostituisce
a sua volta "αδε";"Insece" sostituisce "cane".
-"Versustum" deriva dal verbo "vertere" (volgere) così come "πολύτροπον" deriva da "τρεπo". Per cui l'autore si è sforzato di trovare un aggettivo che corrisponda semanticamente all'aggettivo greco.
- Infine vi sono 2 figure retoriche di suono inesistenti nell'originale perchè tipiche della versificazione latina: virum....versutum--> allitterazione(vir-vir) e omoteleuto(um-um)

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