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Amphitruo

Elementi metatestuali e prologo
Nell’anfitrione sono presenti vari elementi meta testuali: in alcune circostanze, gli attori, si rivolgono direttamente al pubblico, al quale facilitano la comprensione e talvolta anche il giudizio sulla commedia. Mercurio mette in pratica il meta teatro anche nel prologo, che risulta abbastanza anomalo, in quanto a pronunciarlo è una divinità. Esso ha funzione espositiva e informativa: narra l’antefatto, preannuncia ciò che accadrà e vengono presentati dettagliatamente i protagonisti della vicenda. Nella commedia sono presenti altri esempi meta testuali:
• nell’atto primo, scena seconda (463-498), Mercurio si sofferma a narrare il parto gemellare di Alcmena;
• nell’atto terzo, scena prima (861-881), Giove racconta il suo ruolo all’interno della vicenda assicurando che essa avrà lieto fine;
• nell’atto terzo, scena terza (974-983), il padre degli dei invoca l’aiuto di Mercurio;

• nell’atto terzo, scena quarta (984-1005), Mercurio spiega in che modo si prenderà gioco di Anfitrione;
• e infine, nell’atto quinto, scena terza (1146) Anfitrione invita il pubblico ad applaudire Giove.

Tempo della storia e tempo del racconto
La commedia non ha una precisa collocazione temporale, ma dal contesto è evidente che è ambientata nell’antichità, ai tempi dell’antica Grecia, perché parla del mito della nascita di Ercole e della guerra di Tebe contro i Teleboi. Non è fornita nessuna indicazione di tempo, possiamo solo capire che l’intera vicenda dura circa un giorno. La narrazione avviene cronologicamente, ma sono presenti parecchi flash back, ad esempio quando Mercurio racconta a Sosia come si era comportato durante la battaglia oppure quando Almena racconta al marito come avevano trascorso la sera precedente.

Tematiche fondamentali e valori veicolati dai personaggi
Questa commedia è un classico esempio di quella che viene chiamata commedia degli equivoci, basata sulla confusione creata tra i personaggi umani e le divinità che ne hanno assunto le sembianze. Questo doppio scambio di persona causerà una serie di contrasti e provocherà in Sosia e Anfitrione una crisi d’identità.
Il tema principale che viene affrontato è relativo alla divinità e alla sua superiorità rispetto agli uomini, che a lei devono sottomettersi.
Si può individuare anche un altro tema che è quello del guerriero e del suo valore: Alcmena, infatti, nel momento in cui viene a conoscenza dell’imminente partenza del marito, sebbene afflitta, mette da parte il suo dolore per lasciare spazio al dovere del marito, sapendo che questa missione gli offrirà solo onore.

Ambiente
L’azione scenica si svolge interamente dinanzi alla casa di Anfitrione, a Tebe, in Beozia, quindi nella vicenda prevalgono gli ambiente esterni.
Plauto non presenta alcuna descrizione di ambiente e non caratterizza in alcun modo i luoghi in cui si svolge l’azione scenica. Si può notare che l’autore non dà una rappresentazione oggettiva dei luoghi, ma li fa apparire immaginari. Infatti presenta Tebe come una città fornita di porto, in quanto in poco tempo i personaggi si recano dal porto all’abitazione di Anfitrione mentre in realtà la città si trova nell’entroterra della Grecia; e inoltre mescola allo sfondo greco, elementi, divinità e modi di dire romani. Da questo capiamo che il commediografo non ha alcun tipo di interesse a fornire una rappresentazione realistica dei luoghi.

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