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Plauto
Amphitruo

Commento
Sono rimasta piacevolmente sorpresa da questa commedia, divertente e crudele, che fa ridere e sorridere, ma al tempo stesso mette inquietudine e paura. La beffa realizzata dagli Dei ai danni dei mortali allo scopo di soddisfare i loro umanissimi capricci, accanto all'esilarante gioco degli scambi di identità e degli incidenti che ne conseguono, produce una tensione via via crescente per la durezza anche spietata con cui lo scherzo si accanisce sui personaggi, privandoli persino della loro stessa identità. Il libro presenta un ritratto degli dei abbastanza insolito per me: Mercurio è un burlone, che si diverte a prendere in giro e a insultare un povero schiavo, mentre Giove è un donnaiolo abbastanza “spregiudicato”, a cui inizialmente non importa della confusione sollevata dai suoi desideri amorosi. L’episodio che più mi ha colpito è stato il diverbio tra Mercurio e Sosia, quando quest’ultimo è tornato dalla guerra: entrambi conservavano lo stesso aspetto, ma si notava anche come il vero Sosia si trovasse spaesato nel vedere un altro individuo fisicamente e caratterialmente uguale a lui che oltretutto conosceva ogni minimo particolare della loro spedizione in guerra. Il ritmo incalzante degli avvenimenti e il susseguirsi frenetico in alcune parti di botta e risposta rapidissimi mi hanno tenuta incollata a questa opera dall’inizio alla fine. Non credevo che un Plauto potesse riuscire a farmi divertire così, con una comicità costantemente presente, nonché attuale.

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