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Katherine Mansfield

Kathleen Beauchamp, nata a Wellington in Nuova Zelanda nel 1888, iniziò la sua produzione narrativa prendendo il nome di Katherine Mansfield. Frequentò gli studi superiori al Queen’s College di Londra, città in cui scelse poi di stabilirsi perché la sentiva più congeniale al suo spirito inquieto e alle sue aspirazioni di scrittrice. Dopo il fallimento del primo matrimonio con un giovane tenore, sposò nel 1918 il critico John Middleton Murray. In quell’anno ammalatasi gravemente di tisi cominciò a viaggiare, in Francia, in Svizzera e in Italia alla ricerca di un clima più mite di quello inglese. Nell’ottobre del 1922 entrò <<nell’Istituto per lo sviluppo armonioso dell’uomo>> di Gurdjieff, a Fontainebleau dove morì qualche mese dopo. Il suo diario fu pubblicato postumo (1933) a cura del marito che si preoccupò di sistemare e rivedere anche gli altri scritti inediti. Le sue opere “Una pensione tedesca” (1911), “Beatitudine” (1921), La casa della bambola” (1921), “Festa in giardino” (1922), “Il nido delle colombe e altri racconti” (1923) presentano delicate descrizioni e una intensa partecipazione alle vicende umane. La narrazione si svolge di solito in un tempo breve e in uno spazio ristretto – la casa, il giardino – ma è ricca di colori e di sensazioni nel caratterizzare le figure femminili. Sono storie semplici di donne leggere e nevrotiche nelle prime opere, sole e rinunciatarie nei racconti della maturità. A lungo considerata una scrittrice minore, ad un primo superficiale esame di stile classico, affine a quello di Maupassant, per il suo indugiare su dettagli e particolari quotidiani; ma la sua spiccata capacità nel sovrapporre la voce narrante alla voce e al punto di vista del personaggio, superandone la tradizionale destinazione, fanno di lei una innovatrice.

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