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Edgar Allan Poe

Edgar Allan Poe nacque a Boston nel 1809 da attori girovaghi. Rimasto orfano a due anni, fu adottato dal padrino John Allan, un mercante della Virginia, con cui si trasferì temporaneamente in Inghilterra, dove compì i primi studi. Ritornato negli Stati Uniti si iscrisse all’università della Virginia, che abbandonò per debiti di gioco. Nel 1830 entrò all’ Accademia militare di West Point, da cui fu espulso per indisciplina. Trasferitosi a Baltimora presso una zia paterna, nel 1836 sposò la cugina tredicenne Virginia Clemm. Intanto si guadagnava da vivere scrivendo articoli, saggi e opere di narrativa. La notorietà gli venne con il poemetto “Il corvo e altre poesie” (1845). Dopo la morte per tubercolosi della moglie, Poe cadde vittima dell’alcolismo e fu tormentato di crisi ossessive fino alla morte, a Baltimora nel 1849. Le sue poesia e il suo saggio di poetica “Filosofia della composizione” (1846) gli giovarono il consenso dei simbolisti francesi che apprezzarono la musicalità e la suggestività dei suoi componimenti. Ma la sua notorietà è legata soprattutto ai racconti (Racconti fantastici e straordinari, 1840; Racconti, 1845), nei quali descrive con grande abilità ossessioni, angosce, incubi e atmosfere inquietanti che avvincono il lettore a una continua attesa degli eventi. Maestro del genere fantastico, la sua fama si diffuse in Europa, prima che in America, perché i suoi racconti furono tradotti tra il 1846 e il 1855 dal poeta francese Charles Baudelaire, che li definì "straordinari", proprio perché narrano vicende collocate fuori dall’ordinario.

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