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George Bernard Shaw

George Bernard Shaw nasce a Dublino nel 1856 da una anglo — irlandese. Trasferitosi in Inghilterra nel 1876 compose cinque romanzi che passarono inosservati nel 1880.
Si interessò di politica avendo aderito alla Fabian Society e al socialismo di Henry George e Sidney Webb. A indirizzarlo verso il teatro fu inizialmente l’amicizia con William Archer che gli rivelò Ibsen (autore norvegese), di cui si fece paladino con saggi raccolti in “The Quintessence of Ibsenism” e poi con l’attività di critico drammatico svolta sulla Saturday Review. Nel 1885 aveva dato mano ad una commedia in collaborazione con Archer, in seguito ripreso e portato a compimento da solo, questa commedia “Windower’s Hauses” (Le case del vedovo, 1893) fu di grande scandalo dall’Indipendent Theatre, inaugurando così una gran carriera. Fu apprezzato poi fino all’ultimo grazie anche alla sua longevità e freschezza intellettuale, Shaw presenta un canone forte di ben 53 lavori stesi durante un’attività che durò più di 50 anni.

La chiave del programma drammaturgico di Shaw è contenuta nella sua interpretazione di Ibsen e nelle sue cronache teatrali. In queste aveva combattuto il sentimentalismo, il romanticismo di evasione, l’esibizionismo dei grandi actor—managers, e soprattutto la pièce bien faite, ipocrita e rassicurante esposizione a senso unico di falsi problemi. Nell’Ibsen dei drammi borghesi aveva trovato un fulgido esempio di critica all’idealismo ovvero i valori falsi su cui si fondano le ambizioni della società.
Egli definì il suo primo lavoro come una “Commedia di propaganda, commedia didattica, commedia con uno scopo” che è valida anche per tutta la sua produzione. Le sue prime produzioni ebbero esecuzioni in teatri semiprivati, tranne l’opera “Arms and the Man” che fu allestita in un teatro commerciale.
La grande varietà dell’ispirazione può contraddire certe sue dichiarazioni programmatiche, per esempio l’indifferenza alla forma della commedia ben fatta e la presenza del lieto fine che spesso sono presenti nelle sue commedie. A ciò si può rispondere che lo stesso Shaw non pretese mai di essere un sovvertitore radicale proprio come prevedeva il fabianesimo che rinnegava la sommossa violenta.
Prima che il Court Theatre dimostrasse la grande teatralità dei suoi lavori con numerose rappresentazioni, queste erano in circolazione, soprattutto come libri, nelle raccolte intitolate “Plays Pleasant and Unpleasant” e “Three Plays for Puritans”.
Shaw fu un polemista, oratore pamphlettista in auge per molti decenni, anche per il successo che ebbe attraverso i media come la radio e in seguito anche con la TV.
Shaw medesimo fù il personaggio principale delle sue opere, infatti la maggior parte della sua produzione è imperniata della sua personalità, tanto da esser accusato di aver messo in scena nient’altro che se stesso. Vero è che alcuni suoi lavori sono definibili come un monologo a più voci.
A conferire fama e questa sorta di immortalità delle sue opere non è soltanto l’originalità ma soprattutto il gusto contagioso per la discussione ad ogni costo, ovvero per la loro eloquenza.
Nella produzione intellettuale di G.B. Show spicca, per la gradevolezza della lettura, per la trama a tratti morali e per la fama che ne scaturì, Pygmalion certamente più noto al pubblico moderno per le varie rivisitazioni teatrali (famose le riduzioni musicali) e cinematografiche col nome di My Fair Lady.

Trama
Atto I
Dopo una serata all’opera alcuni membri dell’alta società se ne vanno in giro per le strade di Londra, mischiandosi con la gente dl popolo. Il Professor Higgins sente parlare la fioraia Eliza e comincia a prendere appunti. Eliza trova questo comportamento sospetto e protesta. Higgins si presenta e spiega il suo interesse per i linguaggi attraverso una canzone nota “Perché gli inglesi no?.
La canzone attrae il colonnello Pickering che è appena arrivato dall’India proprio per conoscere il Professor Higgins, leader nel campo della linguistica. Il Professore ed il Colonnello iniziano a parlare dei loro comuni interessi nello studio della parola. Eliza, attratta da un simile discorso, si avvicina alla casa del dottore e vi fa ingresso. Ha deciso di diventare una signora ed è interessata a sapere da Higgins come sia possibile. All’inizio Higgins pensa che l’idea sia assolutamente ridicola. Poi convinto dal Colonnello Pickering cambia idea. Dopo aver mandato Eliza a cambiarsi per rendersi presentabile, Higgins esprime la sua opinione sulle donne mentre nel frattempo entra il padre di Eliza pensando di poter scroccare qualche sterlina.

Dopo lunghe e faticose lezioni di dizione, Eliza d’improvviso riesce finalmente a pronunciare le parole in modo corretto e canta la nota “La pioggia in Spagna”.

Atto II
Il secondo atto si apre presso il Trofeo Opening di Ascot, un evento cui di norma il popolo, la gente che non appartiene alla borghesia, non partecipa. Eliza affascina subito la madre di Higgins ed i suoi amici solo conversando sul tempo e la salute. Si comprende a questo punto che non sono necessari solo la padronanza del vocabolario ed una perfetta dizione per essere una lady, e la vicenda si evolve in modo decisamente imprevedibile: non appena Eliza inizia a sentirsi a suo agio in questo sofisticato ambiente, la ragazza si tradisce con affermazioni ed espressioni decisamente poco consone ad una Lady. Eliza, eccitata dalla corsa urla al cavallo “e muovi quel culo!”. Tutto ciò nonostante la ragazza conquisti il cuore del giovane aristocratico Freddy Eynsford-Hill.
L’amore è nell’aria. Freddy dichiara il suo amore per la ragazza. Eliza sembra molto imbarazzata dalla sua performance all’ippodromo e si sottrae alle dichiarazione di Freddy. Il culmine dell’esperimento di Higgins e Pickering viene raggiunto quando Eliza viene presentata al ballo per la Regina di Transilvania.

Non solo la regina è affascinata dallo charme di Eliza ma la invita perfino a danzare col Principe, suo figlio. La tensione cresce nella scena in cui un esperto linguista ungherese declama di essere in grado di individuare un “fasullo” a miglia di distanza. Sulle prime Higgins e Pickering tentano di tenere lontani Eliza e l’Ungherese, poi, realizzano che ciò non è più necessario: infatti Eliza si dimostra ora una vera signora. Higgins e Pickering si congratulano l’un l’altro trascurando la giovane che decide di andarsene. Tenta di tornare a Covent Garden (Mercato dei fiori) ma nessuno la riconosce, e così, non avendo altro posto dove andare, sceglie di rifugiarsi nella casa della madre di Higgins. Intanto l’opportunista padre di Eliza, divenuto ricco grazie ad Higgins, decide di sposare la donna con cui convive da molti anni, convincendosi così di condurre infine una vita borghese. La signora Higgins concorda con Eliza che suo figlio è uno sconsiderato, e decide di riportarla da lui per chiarire ogni cosa. Eliza dichiara ad Higgins che può fare a meno di lui. Rendendosi conto che questa scoperta ribadisce ulteriormente il suo successo per aver creato una “lady”, Higgins reagisce con gioia ed ancora una volta si congratula con se stesso. Ma stavolta Eliza non ci sta. Higgins, a questo punto, si rende conto di quanto Eliza gli mancherà.


Passo antologico
The flower girl enters in state. She has a hat with three ostrich feathers, orange, .sky-blue, and red. She has a nearly clean apron, and the shoddy coal has been tidied a little. The pathos of this deplorable figure, with its innocent vanity and consequential air, touches Pickering, who has already straightened himself in the presence of Mrs. Pearce. But as to Higgins, the only distinction he makes between men and women is that when he is neither bullying nor exclaiming to the heavens against some featherweight cross, he coaxes women as a child coaxes its nurse when it wants to get anything out of her.

Higgins: [brusquely, recognizing her with unconcealed disappointment and at once, babylike, making an intolerable grievance of it] Why, this is the girl I jotted down last night. Shes no use: Ive got all the records I want of the Lisson Grove lingo and I’m not going to waste another cylinder on it. [To the girI] Be off with you: I dont want you.
The flower girl: Dont you be so saucy. You aint heard what I come for yet. [To Mrs. Pearce, who is waiting al the door for further instruction] Did you tell him I come in a taxi?
Mrs. Pearce: Nonsense, girl! what do you think a gentleman like Mr. Higgins cares what you came in?
The flower girl: Oh, we are proud! He aint above giving lessons, not him: I heard him say so. Well, I aint come here to ask for any compliment, and if my money’s not good enough I can go elsewhere.
Higgins: Good enough for what?
The flower girl: Good enough for ye-oo. Now you know, dont you? I’m come to have Iessons, I am. And to pay for em too: make no mistake.
Higgins:[stupent] Well [Recovering his breath with a gasp] What do you expect me to say to you?
The flower girl: Well, if you was a gentleman, you might ask me to sit down, I think. Dont I tell you I’m bringing you business?
Higgins: Pickering: shall we ask this baggage to sit down or shall we throw her out of the window?
The flower girl: [running away in terror lo the piano, where she turns at baby] Ah-ah-ah-ow-ow-ow-oo! [Wounded and whimpering] I wont be called a baggage when Ive offered to pay like any lady.
Motionless, the two men stare at her from the other side of the room, amazed.
Pickering: [gently] What is it you want, my girl?
The flower girl: I want to be a lady in a flower shop stead of selling at the corner of Tottenham Court Road. But they wont take me unless I can talk more genteel. He said he
could teach me. Well, here I am ready to pay him—not asking any favor-—and he treats me as if I was dirt.
Mrs Pearce: How can you be such a foolish ignorant girl as to think you could afford to pay Mr. Higgins?
The flower girl: Why shouldnt I? I know what lessons cost as well as you do and I’m ready to pay.
Higgins: How much?
The flower girl: [coming back to him, triumphant] Now youre talking! I thought youd come off it when you saw a chance of getting back a bit of what you chucked at me last
night. [Confìdentially] Youd had a drop in, hadnt you?
Higgins: [peremptorily] Sit down.
The flower girl: Oh, if youre going to make a compliment of it—
Higgins: [thundering at her] Sit down.
Mrs. Pearce [severely] Sit down, girl. Do as youre told. [She places the stray’ chair near the hearthrug between Higgins and Pickering, and stands behind it waiting for the girl to
sit down].
The flower girl: Ah-ah-ah-ow-ow-oo! [She stands, half rebellious, half bewildered].
Pickering: [very courteous] Wont you sit down?
Liza: [coyly] Dont mind if I do. [She sits down. Pickering returns to the hearthrug].
Higgins: Whats your name?
The flower girl: Liza Doolittle.
Higgins: [declaiming gravely] Eliza, Elizabeth, Betsy and Bess,
They went to the woods to get a bird nes’:
Pickering: They found a nest with four egg in it;
Higgins: They took one apiece, and left three in it.

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